Agcom contesta Amazon: “Siete un operatore postale, adeguate i contratti”

Non solo commercio elettronico, ma anche un servizio di consegna a domicilio paragonabile a quello dei corrieri. Per questo, ha deciso l’Agcom, il garante per le comunicazioni, Amazon deve chiedere al ministero dello Sviluppo economico la relativa autorizzazione, come gli altri 4.274 operatori postali italiani.

Iscrizione da 614 euro

Una spesa più che a portata delle tasche del colosso americano, pari a 614 euro a fronte di un incremento del fatturato di 43,74 miliardi di dollari. Poi sarà la volta dell’applicazione del contratto collettivo di lavoro del settore. La decisione segue accaduto a fine novembre con il Black Friday e i relativi scioperi e, non appena Amazon farà parte dall’elenco degli operatori postali, potrà essere stabilmente monitorata dal ministero con relativo esame anche delle condizioni dei lavoratori.

Black Friday: sciopero doppio Amazon, anche i temporanei in lotta, le notizie del 24 novembre 2017

A rischio il “black friday” italiano di Amazon. Nel giorno dedicato ai saldi, è stato indetto – infatti – uno sciopero nel centro Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza), dove lavorano circa 4.000 persone.

La mobilitazione, prevista per oggi, venerdì 24 novembre, è stata decisa da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I dipendenti chiedono un migliore trattamento economico. Lo sciopero comincerà con il turno mattutino del 24 e terminerà con l’inizio del primo turno di sabato 25 (nella foto in basso il grande magazzino).

In lotta anche i tmeporanei

Anche i sindacati dei lavoratori temporanei forniti dalle agenzie interinali, i cosiddetti “somministrati”, hanno proclamato una giornata di sciopero per oggi, in occasione del “Black Friday”, allo stabilimento di Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza). Nidil-Cgil, Felsea-Cisl e Uiltemp si sono infatti associate alla richiesta dei sindacati del commercio.

 

“Nessuna apertura dell’azienda”

“Non c’è stata da parte di Amazon Italia”, spiegano i sindacati, “alcuna apertura concreta all’aumento delle retribuzioni o della contrattazione del premio aziendale, considerando anche la crescita enorme di questi anni”.

“Ritmi incessanti”

E la protesta monta anche perché “i ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali”, aggiungono i rappresentanti dei lavoratori, spiegando che nel centro di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, lavorano 2.000 impiegati con contratto a tempo indeterminato e altri 2.000 con contratti di somministrazione per il picco di Natale (da ottobre a dicembre).

Il racconto dei dipendenti

I racconti dei lavoratori ricostruiscono scenari pesanti. “Ogni giorno faccio una mezza maratona di 20 chilometri”, dice uno. “Niente pausa per il caffè. Per andare in bagno devo chiedere il permesso. Adesso sto facendo il turno di notte. Lavoro 6 ore e mezzo a notte più gli straordinari per 6 giorni alla settimana. Il settimo mi riposo. Così per quattro settimane”.

Le ripercussioni sulla salute

Anche le ripercussioni sulla salute dei lavoratori non mancano con ritmi del genere per un lavoro ripetitivo. Tra queste, tunnel carpale e problemi alla schiena e alla colonna vertebrale. “Quando uno si infortuna”, aggiungono i lavoratori, “ci fanno pressione per non scrivere che è a causa della produzione”.

La replica di Amazon Italia: “Noi paghiamo bene”

“I salari dei dipendenti di Amazon sono i più alti del settore della logistica e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l’assicurazione sanitaria privata e assistenza medica privata”. Lo afferma in una nota Amazon Italia, in merito allo sciopero annunciato dai sindacati per il Black Friday. “Amazon offre inoltre opportunità innovative ai propri dipendenti – si legge ancora nella nota – come il programma Career Choice, che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale”. La società rimarca che “in Italia, così come avviene negli altri Paesi in Europa in cui siamo presenti, manteniamo relazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le organizzazioni sindacali; allo stesso tempo portiamo avanti la nostra politica di porte aperte che incoraggia i dipendenti a trasferire commenti, domande e preoccupazioni direttamente al proprio management team. In questi anni ci siamo impegnati a costruire un dialogo continuo e una positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro”.

 

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