Pier Paolo Pasolini: Una morte violenta, diario di una cronista d’assalto (video)

Servono gli anniversari, per ricordare. Anche l’anniversario di una morte violenta, come quella di PPP, Pier Paolo Pasolini: il web, le edicole, le librerie, la tv ricuciono la memoria sullo scrittore, il regista, il poeta, l’uomo fuori dal comune, che sapeva guardare quello che gli altri distrattamente appena vedevano, e prevedere quello che gli altri non capivano ancora. Inutile fare gli snob: anche questi sono modi per non dimenticare, per riscoprire o per fare scoprire ai più giovani.

aaaappp

Tra una valanga di proposte editoriali

 

Il problema semmai è come scegliere nella valanga di proposte editoriali: l’assalto del marketing riempie gli scaffali di prodotti con belle copertine e scarsa qualità e diventa difficile capire quale opera possa essere interessante, o addirittura da non perdere, per saperne un po’ di più, quarant’anni dopo.

 

La prima giornalista all’Idroscalo

Tra queste ultime senz’altro una segnalazione: è tornato in libreria (la prima edizione è del 2010) un libro-inchiesta, “Pier Paolo Pasolini. Una morte violenta” (Castelvecchi editore, euro 14,50)  la cui autrice, Lucia Visca, è stata la prima giornalista ad accorrere all’Idroscalo quella maledetta mattina del 2 novembre 1975, alle 7 del mattino, quando ancora non si sapeva chi fosse quell’uomo a terra, malamente coperto con un telo.

 

Un’inchiesta seguita per 40 anni

Ed è, questo libro, uno di quelli che raccontano appunto quel “qualcosa in più”: non fosse che per quarant’anni Lucia Visca ha seguito l’inchiesta e le tracce di una verità sempre sfuggente, e quella morte ha segnato la sua carriera professionale di “cronista d’assalto”.

È quasi una storia doppia, che corre in parallelo, quella che si snoda tra le pagine del libro: e i protagonisti sono proprio loro, la giovanissima cronista di Paese Sera, vent’anni appena, e PPP, fissato per sempre in quell’ultima immagine ingiusta e infame.

 

“Abbiamo un morto all’idroscalo, interessa?”

“Abbiamo un morto all’Idroscalo. Interessa?”. Quando squilla il telefono è presto perfino per mia madre. E’ il brigadiere al telefono a buttarmi giù dal letto. Stavolta ci scappa la firma in nazionale.

Incomincia così… Con un morto “che poteva essere un poveraccio con l’ago ancora nel braccio” e una ragazzina che faceva la corrispondente per Paese Sera sul litorale romano, “da Passoscuro a Capocotta”, e che era testimone di un mondo che cambiava.

“Dovevamo guardarlo e raccontarlo a gente più grande di noi. Magari spiegandone i significati. Ma che cosa vuoi spiegare se in pochi giorni metti i piedi sulle tracce di sangue lasciate dal massacro del Circeo, il primo ottobre del 1975, e del corpo devastato di Pieri Paolo Pasolini? Dovrebbero dirlo a te come vanno le cose della vita, come si fa a sopportare tanto orrore”.

 

Diario di una cronista d’assalto

Data dopo data, il diario della “cronista d’assalto” ripercorre le indagini, le inchieste, i processi, e passano i mesi e gli anni e i decenni: un diario che si aggiorna, un’inchiesta che non ha ancora la parola fine (fino all’ultimo appunto, “25 maggio 2015, archiviata la quarta inchiesta sulla morte del poeta”).

 

La gente sapeva e sa quali sono i mandanti del delitto…

Il libro, che ha la prefazione di Gianni Borgna (scomparso nel febbraio del 2014), in questa nuova edizione ha anche una introduzione di Guido Calvi, l’avvocato di parte civile, che riprendendo la requisitoria di Pasolini contro i mandanti dello stragismo, concluse la sua arringa al processo dicendo: “Allo stesso modo noi sappiamo chi sono, tra le quinte di questo apologo, i mandanti e gli esecutori “ideali” dell’assassinio di Pasolini, come lo sapeva quella folla di romani che lo ha salutato, con dolore e con rabbia, per l’ultima volta nella camera ardente a Campo de’ Fiori. Quella folla così eterogenea, così “romanesca” e “inattendibile” perché così popolare, sapeva e sa.
Ma come noi non ha le prove, solo qualche indizio”.

aaaavisca

Qui un’intervista di Lucia Visca sul suo libro

 

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto