Cesare Battisti: il giudice brasiliano lo rimette in libertà

Il giudice José Marcos Lunardelli del Tribunale regionale federale della terza Regione ha concesso la libertà a Cesare Battisti, accogliendo la richiesta di habeas corpus avanzata dagli avvocati dell’ex terrorista, che era stato arrestato due giorni fa a Corumbà nel Mato Grosso do Sul.
La decisione del tribunale con sede a San Paolo è provvisoria, sottolineano i media. L’aspettativa comunque è che Battisti possa lasciare il carcere di Corumbà nelle prossime ore.

I suoi difensori, Igor Sant’Anna Tamasauskas e Otavio Mazieiro, hanno divulgato una nota alla stampa informando che stanno prendendo “tutte le misure necessarie” affinché il loro assistito sia liberato subito.

 

Il governo brasiliano vorrebbe rimandarlo in Italia

Il governo brasiliano avrebbe pronto un piano per rispedire Cesare Battisti in Italia già nei prossimi giorni: lo sostiene il sito del quotidiano ‘O Globo’.

L’idea del governo sarebbe quella di imbarcare l’ex terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà – la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetta evasione fiscale e riciclaggio di denaro – con destinazione Roma.

L’esecutivo del presidente Michel Temer starebbe tentando di risolvere le varie questioni legali per restituire Battisti all’Italia definitivamente. Tra gli ostacoli da superare ci sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegna a rispettare le regole sulla detenzione penale (detracao penal in portoghese).

 

 

Le notizie del 6 ottobre

Arresto confermato in Brasile per Cesare Battisti: lo ha deciso il giudice federale, Odilon de Oliveira, durante l’udienza di custodia svoltasi in videoconferenza nella sede della polizia federale di Corumba.

Il magistrato ha ritenuto che ci fossero i presupposti per la custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice del Mato Grosso do Sul – stato del Brasile centro-occidentale dove Battisti è stato fermato il 5 ottobre dalla polizia stradale – l’ex terrorista stava cercando di varcare il confine del Brasile in direzione della Bolivia. Per de Oliveira, dunque, la misura preventiva nei confronti dell’italiano è necessaria proprio per scongiurare il “pericolo di fuga”.

 

Battisti: “Non temo l’estradizione”
Cesare Battisti ha dichiarato alla polizia federale di “non temere di essere estradato in Italia”, perché si sente “protetto” da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un “visto permanente” nel paese sudamericano. Lo riferisce il sito del quotidiano ‘Estadao’.

Uno strano involucro sull’auto, forse cocaina

Tra gli oggetti trovati sull’auto in cui viaggiava Battisti e confiscati dalla polizia c’è anche un involucro contenente – secondo alcuni media – una “sostanza in polvere di colore biancastro”.

Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di cocaina e, su ordine del commissario Iuri de Oliveira, hanno sottoposto la confezione all’esame dei periti criminali. Agli agenti che l’hanno fermato l’ex terrorista ha negato di essere il proprietario dell’oggetto “non classificato”.

 

 

Fermato il 5 ottobre alla frontiera con la Bolivia

L’ex terrorista Cesare Battisti è stato arrestato nella città di Corumbà, alla frontiera tra Brasile e Bolivia.
Secondo la versione online del quotidiano O Globo, le autorità brasiliane sarebbero convinte che l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) stesse cercando di fuggire in Bolivia.

L’italiano sarebbe stato fermato dalla polizia stradale federale durante un normale blitz.

 

 

Le condanne ricevute in Italia

Condannato all’ergastolo in via definitiva per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo, Battisti nel 2010 ha ottenuto lo status di rifugiato politico in Brasile dall’ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva.

 E non si capisce, perciò, perché cercasse di raggiungere la Bolivia.

Renzi: Brasile lo restituisca subito a Italia

“#Battisti stava fuggendo in Bolivia. L’hanno preso. Adesso le autorità brasiliane lo restituiscano all’Italia, subito. Chiediamo #giustizia”: così Matteo Renzi su twitter.

Meloni, ora Italia pretenda estradizione

Si fa sentire subito anche la Meloni su Facebook: “Il terrorista comunista Cesare Battisti condannato per quattro omicidi commessi in Italia, è stato arrestato in Brasile mentre tentava di fuggire. Aspettiamo le dichiarazioni di solidarietà da parte dei soliti radical chic che lo hanno sempre difeso e spalleggiato. Ora l’Italia pretenda la sua immediata estradizione e gli faccia scontare la sua pena fino all’ultimo giorno”.

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