L’Agcom: a picco i quotidiani, dai media di carta persi 2 miliardi nel 2014, l’infografica

Prosegue il lento declino dei mezzi di informazione tradizionale in Italia, e soffre il mercato postale. Lo dice Angelo Marcello Cardani, presidente di Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazoni, che stamattina ha presentato la relazione annuale al Parlamento.
“Nell’ultimo quinquennio – ha spiegato Cardani – è stata registrata una progressiva riduzione dei ricavi nel settore dell’informazione: i media classici hanno perso quasi 2 miliardi di euro con punte superiori al 30% per i quotidiani, la tv invece mantiene una posizione importante”.

 

Un declino “strutturale”
Quello dei quotidiani è ormai un declino strutturale e – come ha spiegato il presidente Agcom nella Sala della Regina a Montecitorio – “in questo settore è necessario un radicale ripensamento del disegno istituzionale e regolamentare. In primo luogo occorre adottare un quadro di regole coordinate per i vari media, flessibile, al passo con l’evoluzione del sistema e in grado di continuare a garantire il pluralismo informativo. Il quadro dovrebbe tener conto in particolare delle specificità del web e del primario ruolo di mezzo di informazione che esso va assumendo in virtù dei molti operatori che agiscono come piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione sociale. In questo scenario, occorre rivedere anche il ruolo dell’intervento pubblico a sostegno del sistema nazionale e locale dell’informazione”.

 

Il 3% del Pil
Il settore delle comunicazioni incide, nel suo insieme, per oltre il 3% sul PIL, con le telecomunicazioni che pesano per il 2%, i media per lo 0,9% e i servizi postali per lo 0,4%.
L’andamento dei prezzi nelle telecomunicazioni si è attestato negli ultimi anni su un livello più basso rispetto all’indice generale dei prezzi.
Distinguendo i due ambiti di mercato della televisione in chiaro/gratuita e a pagamento, si osserva come la Tv in chiaro produca tuttora la parte più consistente degli introiti (4,5 miliardi di euro), anche se il divario rispetto alla pay Tv è andato riducendosi negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’andamento fortemente negativo registrato dalla Tv gratuita.

 

Mercato postale giù del 12,6%
Quanto al mercato postale, il fatturato dei servizi postali e delle attività di corriere subisce una flessione del 12,6% nel periodo 2010-2014 e una riduzione ancora più incisiva dei volumi (–15%), tendenza che prosegue nel 2015. Come per l’editoria, la digitalizzazione e l’uso di servizi di corrispondenza elettronica sono strumento di sostituzione del servizio tradizionale. Nel medio-lungo termine un’opportunità di rilancio potrà derivare dalla crescita dell’e-commerce e da un aumento della domanda di consegna di pacchi e merci. La logistica postale dovrà tuttavia cambiare pelle e rispondere a differenziati livelli di qualità e performance dei servizi richiesti dai consumatori non più solo passivi, ma anche attivi nelle scelte di servizi postali online.
Arretrati sulla banda larga
L’Italia conferma nel 2015 una posizione di arretratezza nell’indicatore di realizzazione della banda larga (2-20 Mbps) fissa sul territorio. Nonostante a livello nazionale l’infrastrutturazione abbia raggiunto il 97%9 della popolazione (attestandosi sul livello medio UE del 3% in termini di digital divide), la situazione presenta criticità nella distribuzione sul territorio: al Nord per esempio si va da una copertura del 98,4% della Lombardia all’83% del Friuli; al Centro dal 96% del Lazio all’88% dell’Umbria, al Sud dal 96,6% della Puglia al 76% del Molise. Comunque vi è un miglioramento rispetto all’anno precedente: il digital divide si riduce dell’1% a livello nazionale, con riduzioni significative in alcune Regioni (Molise –5,3%; Trentino –3,5%, Veneto –2,1%).

 

Ultralarga? Di male in peggio

Per Cardani è preoccupante, invece, il livello di digital divide per la banda ultra larga. Il nostro Paese ha un livello di copertura del 36% contro il 68% dell’UE-28 con situazioni in alcune regioni che arrivano al 100% (ovvero totale assenza di reti a banda ultralarga). Ancora più critica la situazione se si considera il livello di penetrazione: solo il 4% delle famiglie utilizza connessioni >30 Mbps (contro il 26% dell’UE-28) e nulle sono le connessioni >100 Mbps (9% nell’UE-20).

 

A luglio la carta dei diritti di internet
Alla presentazione della relazione annuale ha partecipato la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini che ha annunciato entro luglio il testo definitivo del nostro Bill of rights di Internet, ovvero la carta dei diritti del web.

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