Aumento delle ricaricabili, Adiconsum: “Passate all’abbonamento”

Ti dicono “800 minuti al mese”, ma sono 200 minuti a settimana. E dopo quattro settimane ti tocca rinnovare la ricaricabile senza che il mese sia effettivamente finito. Il risultato? Nell’arco di un anno i rinnovi del contratto diventano 13 anziché. A conti fatti l’aumento medio a carico dell’utente è dell’8%.

 

Wind a marzo, seguito da Vodafone e Tim

La novità stando a quanto riporta il Fatto quotidiano, è stata introdotta a marzo da Wind, che ha  modificato le offerte dedicate ai clienti con sim prepagata, prevedendo il rinnovo ogni 28 giorni. A giugno l’ha seguita a Vodafone che, rinnovando la promozione Summer Card, ha anche annunciato che le sue nuove opzioni Flexi vanno pagate ogni 4 settimane. Infine è arrivata  Tim che ha addirittura introdotto questa novità anche ai piani tariffari precedenti. E che da maggio sta inviando a clienti coinvolti nel cambiamento (tra cui Tim Special e alcune Tim Young) un sms che recita: “Dal 2/8 costo Mms a 90 cent. Le opzioni si rinnovano ogni 4 settimane al costo attuale. Promo Domenica Gratis, info e recesso dal contratto senza penali al 409162”.

 

Un “trucco” legale
La rimodulazione tariffaria che i gestori hanno attuato è perfettamente legale: hanno, infatti, rispettato la procedura prevista dall’articolo 70, comma 4, del codice delle comunicazioni elettroniche che gli consente “una modifica unilaterale delle condizioni comunicando con congruo preavviso, non inferiore ad un mese, le modifiche intervenute e di informare contestualmente gli utenti della possibilità di recedere dal contratto senza penali qualora non trovassero convenienza nelle nuove condizioni”.

 

Abbonamenti mascherati

Che fare? “C’è da dire che le rimodulazioni vengono comunicate secondo le norme con tanto di invii ai clienti e di possibilità di disdetta nei giorni previsti, ma se si disdice si paga di più”, avverte l’Adiconsum, che chiarisce come inq uesti casi le rimodulazioni non riguardino le tariffe primarie delle ricaricabili, bensì le opzioni. “In effetti le ricaricabili esistenti nel mercato italiano tutto sono tutto fuorché ricaricabili nel senso classico del termine. Sono una sorta di abbonamenti, ma senza il pagamento della tassa di concessione governativa (TCG)”

 

Adiconsum: “passate agli abbonamenti”

In ogni caso, spiega l’Adiconsum, se il consumatore non accetta al rimodulazione si ritrova a pagare la tariffa base prevista per  minuto (nella telefonia) e per M/b (in internet), che senza il supporto delle opzioni è molto più cara. Dunque è meglio chiudere la Sim e aprire un abbonamento. “In questo caso infatti, al cambio delle condizioni contrattuali pattuite si può recedere senza costi né penali”.

 

Non resta che l’Agcom
L’alternativa è l’Agcom (l’Autorità garante delle comunicazioni), già allertato dalle associazioni dei consumatori, vigili sulla corretta applicazione delle tariffe e soprattutto sulla trasparenza dell’informazione agli utenti.

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