Grecia: accordo in 5 giorni o è default

Qualcosa si muove: il governo greco dovrebbe presentare domani il suo piano di riforme. In cambio spera di ottenere gli aiuti del Fondo Salva Stati Permanente (Esm). Si parlava nel pomeriggio di 7 miliardi di euro. È il succo dell’eurogruppo, durante il quale il neo ministro delle Finanze di Atene, Euclid Tsakalotos (nella foto in basso), non ha presentato un piano scritto, ma ha solo riferito quali saranno le riforme che la Grecia intende portare a termine per ottenere gli aiuti.

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La riunione, che si è tenuta a Bruxelles, precede il summit dei capi di Stato e di governo della zona euro.

Ma Angela Merkel – poco prima di entrare nel palazzo del Justus Lipsius, sede del summit, dove è in programma un incontro trilaterale con il premier greco Alexis Tsipras e il presidente francese Francois Hollande – si è mostrata gelida, sostenendo che al momento non ci sono ancora le basi per riavviare un negoziato.

La Merkel vuole mettere alla prova Atene

La cancelliera tedesca vuole evidentemente verificare quali sforzi Atene intenda compiere per guadagnarsi la fiducia degli altri partner dell’Eurozona.

Crepe nell’eurozona

Ma la Francia – a differenza die falchi tedeschi e non solo – ritiene che si debba fare di tutto per impedire la Grexit (uscita di Atene dalla zona euro). Per bocca del premier di Hollande, Manuel Valls, la Francia ha sostenuto che una l’eventuale ristrutturazione del debito (già ventilata da Tsipras) non deve essere considerata un “tabù”.

I falchi di Bruxelles

Queste parole trovano la netta contrarietà del vicepresidente della Commissione, Dombrovskis, secondo il quale la permanenza della Grazie nell’Eurozona dipende dalla sua capacità di presentare proposte credibili, e del ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaueble, che boccia l’ipotesi di un taglio del debito

 

Tsipras: servono 7 miliardi (le notizie del 7 mattina)

Servono 7 miliardi di dollari per tamponare i debiti. Lo chiede – secondo fonti europee – Alexis Tsipras, procedendo di un ulteriore passo dopo il no al piano dei creditori internazionali e l’avvicendamento al ministero delle Finanze tra Yakis Varoufakis e il “negoziatore” Euclid Tsakalotos. Un importo, quello che chiede il premier greco, necessario a rispettare le rate del debito ellenico a breve scadenza. Verosimile questo scenario per l’Eurogruppo? Lo si saprà entro poche ore, ma intanto Christine Lagarde, direttore operativo del Fondo monetario internazionale, ha già fatto sapere che se non verranno pagati gli 1,6 miliardi di dollari, non ci sarà spazio per alcuna altra concessione.

Evitare il Grexit, effetti sull’Italia

Per il presidente della Commissione Ue Juncker, invece, la priorità è quella di evitare l’uscita della Grecia dall’euro. “Il nostro ruolo viene molto criticato in alcuni Stati, specialmente dove si parla tedesco”, ha detto e si è aggiunto Gianni Pittella, presidente del gruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al parlamento Ue, secondo Gianni Pittella: “Si lavora a un prestito ponte”. Insomma, una situazione più che fluida quella della crisi greca che, “se non combattuta con una forte risposta politica da parte dell’Europa”, dicono dal Fni, “potrebbe avere “effetti sulla fiducia, anche se l’esposizione diretta è limitata”.

Banche elleniche ancora chiuse

Finora Alexis Tsipras ha saputo muoversi con grande tattica. Dopo il “no” al referendum greco si cerca dunque di far ripartire l’ingranaggio delle trattative europee. Ma intanto l’economia ellenica, già fortemente penalizzata da una settimana di incertezza, rischia di subire altri danni dalla proroga del controllo dei capitali decisi dal governo: le banche resteranno chiuse fino a mercoledì e il tetto ai prelievi è stato confermato. Il tutto in attesa di sapere se la Bce intenda concedere nuova liquidità agli istituti ellenici, anche se le notizie della serata confermano che la Bce di Mario Draghi non intende stritolare la Grecia.

In campo Tsakalatos

 

Intanto dopo le dimissioni del ministro Yanis Varoufakis “per facilitare” un’intesa con i governi che lui aveva definito “terroristi” arriva Euclid Tsakalotos – nella foto sopra – attuale capo della squadra negoziale ellenica,da tempo a Bruxelles come difensore delle posizioni greche, ma con un linguaggio diplomatico più favorevole a una vera trattativa. Ma per la Germania al momento non ci sono le condizioni per riaprire le trattative. Tutto dipenderà da ciò che Atene sta proponendo per uscire dallo stallo.

Cosa può accadere dopo la vittoria del no

Cosa accade ora che il popolo greco ha votato a stragrande maggioranza il no all’accordo sulla ristrutturazione del debito proposto da Bruxelles? L’intenzione di Alexis Tsipras e dei suoi, ripetono da Atene, non è uscire dall’euro: “Il no era un no all’austerity, non all’euro e il 70% dei greci vuol rimanere nella moneta unica”.

Tempo fino al 20 luglio

I tempo sono stretti, visto che il 20 luglio scade la prima rata del rimborso da 3,5 miliardi della Bce. E se entro allora Atene non avrà stabilito un piano condiviso con Bruxelles davvero ci si troverà di fronte ad un inevitabile default. Entro due settimane, dunque, bisognerà avere sul tavolo un piano di ristrutturazione che abbia il timbro dell’Eurogruppo. Oggi, che ha in tasca il no, Tsipras cercherà di ammorbidire la posizione della Troika sulle pensioni e ottenere un impegno su tempi e modi di ristrutturazione del debito. L’allontanamento sacrificale dal governo del ministro delle Finanze “intransigente” Varoufakis è un passo verso questa direzione.

Merkel sempre più intrasingente

Lo scoglio più difficile resta però Angela Merkel, che ha ribadito la sua contrarietà a qualsiasi modifica la piano proposto. Questa sera la cancelliera tedesca sarà all’Eliseo ospite del premier francese Francoise Hollande, e da qui i due alleati verranno resi partecipi delle decisioni e gli orientamenti che la Banca centrale europea avrà elaborato nel corso della giornata. A seguire il vertice dell’Eurogruppo. Un Eurogruppo che, come scrivono molti analisti, non potrà ignorare il segnale politico che arriva da Atene.

L’assist dell’Fmi

Dalla parte della Grecia, inoltre, c’è in un certo senso anche il Fondo monetario internazionale, che ha fatto sapere come, senza un piano di ristrutturazione del debito greco il deafult sarà inevitabile. È quello a cui punta il leader greco, che da mesi chiede a Bruxelles un taglio del debito. Ad Atene, intanto, se Tsipras otterrà anche una minima concessione, dovrebbe riuscire facilmente a far passare in Parlamento il compromesso sul piano di riorganizzazione greco.

Eurogruppo, Tsipras: accordo in 48 ore

Al suo popolo il premier ha già annunciato ieri che in 48 ore troverà con i colleghi europei il compromesso necessario per sbloccare i finanziamenti dell’ex Troika e dribblare il default. “Oggi abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata – ha detto il premier in un discorso tv in tarda serata – . Il no non è un no all’Europa, ma un mandato più forte per chiudere i negoziati. E siamo pronti a trattare”.

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