Fabrizio Corona: “I soldi? Li ho fatti con Belen, siamo come Bonnie e Clyde”

“Con Belen come Bonnie e Clyde”. così Fabrizio Corona racconta che quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto “vengono tutti da serate, campagne pubblicitarie e lavoro. Li ho fatti tra il 2008 e il 2012” e, in particolare, “nel 2009, quando con Belen Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli”.

Interrogatorio durato 6 ore

La versione di Corona è andata in scena ieri, giovedì 6 aprile, nell’interrogatorio durato circa 6 ore reso durante il processo milanese che vede l’ex agente fotografico imputato, assieme alla collaboratrice Francesca Persi (nella foto sopra), per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione.

“Solo un problema fiscale”

L’ex re dei paparazzi, rispondendo prima alle domande del pm Alessandra Dolci e poi dei suoi legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti, ha ribadito la sua linea di difesa, ossia che tutti quei soldi (altri quasi 900.000 euro sono stati sequestrati in Austria) erano il “nero” frutto del suo lavoro e che la questione si riduce ad un problema fiscale. La Dda, che ha coordinato l’inchiesta, “sperava che ci fossero 500 chili di cocaina in quel controsoffitto e invece c’erano semplicemente soldi”. Tra i guadagni anche le “provvigioni” su “seni rifatti e liposuzioni”.

Il “rifacimento” della moglie del calciatore

Ad Atena, la società riconducibile a Corona, si sarebbe rivolta anche la compagna del calciatore Iturbe (insieme nella foto sopra), ex Roma e ora al Torino, perché quest’ultimo “voleva rilanciare l’immagine della sua fidanzata”. La donna, ha aggiunto Corona, “è venuta da noi, ci ha detto che si voleva rifare e noi l’abbiamo mandata da un chirurgo plastico e il chirurgo per questa mediazione ha pagato una percentuale a noi”.

L’intervento del giudice Guido Salvini

Nella prima parte del suo esame Corona se l’è presa con alcuni articoli di stampa e con il pm del caso Vallettopoli, Henry John Woodcock, tanto che il presidente del collegio Guido Salvini, per limitare divagazioni tra lo show e il comizio, è dovuto intervenire più volte. “Quei soldi che non dichiaravo”, ha spiegato ancora, “li raccoglievo e li mettevo in tre cassette di sicurezza, due intestate a una mia amica”.

“Potevo fare la bella vita come Tulliani”

Un racconto intercalato anche da passaggi come “se non mi avessero arrestato, io con la voluntary disclosure di Renzi avrei fatto rientrare dall’estero tutti i soldi e ci avrei pagato le tasse” e “potevo fare come Tulliani (il cognato di Gianfranco Fini, ndr) a Dubai e fare la bella vita, invece di consegnarmi agli agenti dopo la fuga in Portogallo”. Ha parlato delle fase in cui il carcere “era imminente e io ho iniziato a fare tanto uso di cocaina” e sempre in quel periodo, nel 2012, la decisione di chiedere a Francesca Persi, “la donna di cui mi fido, da sempre follemente innamorata di me”, di “murare i soldi”, tolti dalle cassette di sicurezza.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto