Latte materno, gli esperti: “Lo riceve solo il 40% dei neonati”

Oggi solo il 40% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno, e ciò avviene soprattutto perché le donne non hanno il necessario sostegno all’allattamento nelle prime, decisive ore dopo la nascita. Eppure le ultime ricerche scientifiche mostrano come questo prezioso alimento abbia un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario e nervoso del bambino, oltre che nella prevenzione di alcune forme tumorali.

Non solo. Dal latte materno gli scienziati hanno ricavato il complesso proteico-lipidico Hamlet, che si candida a diventare il farmaco anticancro del futuro, privo di effetti collaterali.

Cinquecento esperti a Firenze

Di questo e molto altro si parla a Firenze, in occasione del XII Simposio internazionale sull’allattamento al seno e sulla lattazione di Medela, azienda svizzera che da sempre promuove la ricerca sul latte materno. Un appuntamento che vedrà riuniti 500 tra medici, professionisti della sanità e ricercatori da tutto il mondo (oltre 40 i Paesi rappresentati) per ascoltare in anteprima le ultime ricerche e scoperte sul latte materno dei massimi esperti internazionali del settore.

Tra gli italiani presenti Riccardo Davanzo (nella foto sopra), presidente del tavolo tecnico sull’allattamento del ministero della Salute, Guido Moro, presidente dell’Associazione italiana banche del latte umano donato e Luigi Corvaglia, Responsabile del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

Ha componenti bioattivi complessi

Da tempo gli studiosi insistono sulla necessità di promuovere l’allattamento al seno tra le neomamme, in quanto il latte umano non apporta solo nutrimento ma anche componenti bioattivi complessi che favoriscono la crescita e lo sviluppo del neonato. Le ultime ricerche sulle sue proprietà si sono però concentrate sull’aspetto delle prevenzione nei confronti di alcune forme di tumore, in particolare di leucemie e linfomi.

Queste due malattie rappresentano il 40% delle forme tumorali che colpiscono i bambini al di sotto dei 15 anni, e l’allattamento al seno può ridurre del 64% il rischio di svilupparle. Il latte materno è inoltre associato anche a una significativa riduzione del rischio di tumore alla mammella per le madri che allattano al seno.

Da nutrimento a “medicina”

A queste evidenze si aggiunge la scoperta delle proprietà antitumorali del latte umano fornite dall’Hamlet (Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor cells), un complesso molecolare straordinario. Identificato dal gruppo di ricerca della Lund University sotto il coordinamento della professoressa Catharina Svanborg, questo gruppo è la combinazione di due ingredienti comuni del latte materno: la proteina alfa-lattoalbumina e l’acido oleico, capace di uccidere oltre quaranta tipi di cellule tumorali in vitro.

Studi clinici sull’uomo hanno mostrato che Hamlet ha potenti effetti terapeutici sui papillomi cutanei (tumori causati da virus) e sul cancro alla vescica, senza che si siano registrati effetti collaterali.

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