Bologna, lo street artist ZED1 presenta Second Skin

Bologna: durante Art City Night, lo street artist ZED1 ha coinvolto il pubblico nella sua live performance “Second Skin” presso lo Spazio S.Giorgio.
Il progetto Second Skin è un’opera realizzata su una speciale carta staccabile, che durante la performance è stata “strappata” dall’artista e dal pubblico per lasciare spazio a una seconda immagine dipinta su un pannello 10 m x 2 m, in mostra fino al 28 febbraio (nella foto grande il pannello, qui sotto la carta strappata).

 

aaaartistastrappato

Doppi strati di disegni e di carta

Chediamo a ZED1: le tue opere di street art presentano solitamente doppi strati di disegno e di carta, solo l’interazione del fruitore o lo scorrere del tempo ne rivelano una “seconda pelle”. Da dove nasce questo progetto e perché lavori per strati?

Spesso faccio muri con un solo livello, quando invece lavoro su più livelli: è il meteo e il pubblico che ne decide i tempi di trasformazione.

Il mio progetto è frutto della riflessione su come la realtà dei fatti e delle immagini possano assumere differenti valori e significati in base alla provenienza e alla storia di chi si pone come osservatore.

Per fare un esempio banalissimo, un coniglio noi lo vediamo come un’animale da compagnia ma soprattutto come un alimento.

In altri paesi come in Giappone è visto solo come un’animale da compagnia, è considerato mostruoso che venga mangiato. Lo stesso soggetto, quindi, presenta due valori differenti.

Allo stesso modo una mia prima immagine, o una prima idea/storia da me disegnata può avere una doppia interpretazione e trasformarsi svelando un messaggio nascosto. Dal punto di vista tecnico, ho mixato tutto ciò che viene dal mondo della street art: lo stickeraggio, l’uso dello spray e dei pennelli. Ma ho impiegato degli anni e  tanti esperimenti prima che raggiungessi un risultato interessante.

Per questa particolare live performance hai preferito un ambiente chiuso come Spazio S. Giorgio, perché?

Non è la prima volta che porto questo progetto al chiuso, amo l’idea che il pubblico viva una mia esposizione in un momento di condivisione e interazione. Spazio San Giorgio arte contemporanea conosceva il mio progetto e mi ha invitato a presentarlo a Bologna.

Durante la performance sono state invitate le persone a “strappare” l’opera, come avviene nell’arte relazionale. Quanto è importante per te coinvolgere il pubblico?

È fondamentale che il pubblico interagisca col mio lavoro, credo che un’artista faccia arte perchè ha la necessità di raccontarsi e ha la voglia di fare entrare il pubblico nel proprio mondo. Io ho deciso che il modo migliore per farlo fosse quello dell’ interazione. Voglio che il pubblico tocchi con mano quello che è la mia arte, che completi i miei lavori e che si interroghi su cosa cerco di raccontare. Perché l’arte deve essere condivisione di un’energia non solo un oggetto decorativo.

Da spazi privati a pubblici. Quali sono i tuoi luoghi d’elezione?
Dipingo ovunque avverto che la mia arte sia interessante.

Per uno street artist che si cimenta con diversi ambienti, che valenza assumono le pareti, i muri e le grandi superfici?
Le grandi superfici sono quelle che ti regalano più emozioni, comunque ho sempre preferito i muri fruibili al maggior pubblico possibile, affinché la mia arte fosse al servizio di tutti.

 

La mostra è aperta fino al 28 febbraio

Spazio S. Giorgio
via S. Giorgio 12/a, Bologna
Second Skin Project di ZED1
mostra aperta fino al 28 febbraio

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto