È de Lima l’ultimo tedoforo di Rio (chi è)

Hanno mantenuto la sorpresa fino all’ultimo. Ma, dopo la rinuncia di Pelé che si è tirato fuori con un nobile e appassionato comunicato, non è toccato a Guga Kuerten, come in Brasile si aspettavano tutti, la parte dell’ultimo tedoforo, quello che accende la fiaccola olimpica.

A sorpresa gli organizzatori hanno tirato fuori il nome di Vanderlei Cordeiro de Lima, che ha avuto l’onore di accendere la fiamma al Maracanà.

Il maratoneta fermato ai Giochi di Atene

La scelta è ricaduta sull’ex maratoneta che giunse terzo nella gara di Atene 2004 vinta dall’azzurro Stefano Baldini. Quel giorno De Lima, in testa alla gara, vide sfumare il possibile oro quando la sua corsa fu interrotta dall’invasione di uno spettatore, come mostra il video.

 

Ma in Brasile il più voluto era Kuerten
In patria di lui dicono che è il cuore del Brasile grande come uno stadio. È Gustavo Kuerten, più noto come Guga, il tennista che si è portato a casa per 3 volte il Roland Garros (nel 1997, nel 2000 e nel 2001) e che ha scalato le vette mondiali fino a diventare il numero 1 (nel video sotto i momenti salienti della sua carriera). Ma lo sportivo, classe 1976 e indicato ultimo tedoforo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio in alternativa a Pelè, nel suo Paese è così popolare da essersi visto intitolare il campo centrale a Rio de Janeiro.

Una vita difficile fin dall’infanzia

Orfano di padre, colui che gli portò la sua prima racchetta e che nel 1985 fu stroncato mentre arbitrava una partita, ha avuto una vita difficile. “Abbiamo quasi venduto la casa, la macchina, il pianoforte, per permettere a me di viaggiare”, ha raccontato di sé Kuerten che, nel 2007 ha affrontato un altro grave lutto, con la morte del fratello Guilherme, stroncato a causa di una paralisi cerebrale. Proprio per questo ha sviluppato una sensibilità che va ben oltre il tennis.

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Il crescente impegno umanitario

L’impegno umanitario, infatti, è rientrato di prepotenza tra le sue priorità, a iniziare dall’organizzazione non governativa a cui ha devoluto i suoi premi e che si occupa di persone affette dalla stessa disabilità di cui soffriva il fratello. Un impegno, il suo, che nel 2001, quando era ancora nello star system del tennis mondiale, gli ha fatto assegnato il premio Youth and citizenship dell’Unesco.

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Lo spiritismo e il rapporto con le favelas

Particolarità che lo caratterizza è la fede nello spiritismo che, dal 1857 in Francia, è stato importato con successo in Brasile (2 milioni sono i praticanti). E anche in questo c’è una ragione sociale, portata avanti attraverso un istituto benefico che ha il suo nome: questa corrente filosofica, infatti, è diffusa soprattutto in classi sociali meno abbienti e questo gli ha consentito di entrare in contatto con loro portando la propria azione fin dentro le favelas.

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