Chi è Varoufakis, l’ex ministro che si è dimesso un minuto dopo il voto

In un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo, aveva dato dei terroristi ai creditori internazionali della Grecia dopo aver smentito la notizia – bollata come “calunnia” – del Financial Times, quella secondo cui, all’antivigilia del referendum, era già pronto un prelievo forzoso dai depositi bancari superiori agli 8 mila euro. Che Yanis Varoufakis, 54 anni, non piaccia a troike, eurogruppi e ambienti della finanza sovranazionale è fatto noto, nonostante sia stato un docente in diverse università all’estero.

Ai negoziati senza cravatta né cedimenti

Più della cravatta mancata, come da divisa d’ordinanza degli uomini di Syzira, della moto e delle magliette in conferenza stampa, ad aver irritato gli ambienti della Bce e del Fondo monetario internazionale è stato il muso duro dimostrato nei 5 mesi della rinegoziazione. E oggi, dopo la vittoria del governo Tsipras e la fase delle incognite sul futuro della Grecia, in molti si chiedono chi sia il ministro delle Finanze ellenico che ha annunciato dal suo blog di togliersi di mezzo da solo per favorire le intese con l’Europa.

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L’incontro con il docente senza cattedra

Ha doppio passaporto, greco e australiano, è stato consulente di una società che sviluppa videogiochi e fin dalla sua designazione a ministro, si è dimostrato poco propenso ai cerimoniali. Lo dimostra il fatto che sempre dal suo sito – senza attendere comunicazioni ufficiali – aveva annunciato la possibilità che alle Finanze andasse proprio lui, dopo un incontro con un insegnante di lingue disoccupato. A convincerlo, dunque, erano state le parole del docente senza più cattedra che gli aveva chiesto di “fare qualcosa” andando oltre logiche legate “allo spread o ai vecchi accordi”.

Il viaggio tra arte e sociale

Del resto, l’aspetto sociale gli è sempre stato più vicino di quello finanziario, quando si parla di politica, ma anche di arte. È di una decina di anni fa, per esempio, il viaggio con la compagna, l’artista Danae Stratou, in luoghi come il Kosovo, l’Irlanda del Nord, il Corno d’Africa, la Palestina o la frontiera tra Stati Uniti e Messico dove, oltre all’immigrazione clandestina, si concentra il fenomeno della violenza scatenata dai narcotrafficanti. Alla fine di questo lungo viaggio, durato un anno, ha scritto i testi per un’installazione artistica che si chiama Cut.

Crisi e anti-austerità nei suoi libri

E di crisi, con relative conseguenze sociali, si è occupato anche nei suoi libri, come “The global minotaur”, concentrato sul continente americano e tradotto in italiano, greco, spagnolo e tedesco (a breve uscirà l’edizione finlandese). Sulla stessa linea di preannuncia il suo prossimo volume “Reverse alchemy: Europe on the road to disintegration”, tutto ovviamente in chiave anti-austerità. Un taglio internazionale, quello dei suoi saggi, che deriva anche dalle esperienze accademiche straniere.

“Insegno economia senza averla mai studiata”

Laureato in matematica e statistica e docente fino allo scorso gennaio alla Lyndon B. Johnson School of Public Affairs dell’università del Texas, a Austin, Yanis Varoufakis ha iniziato a insegnare economia ed econometria quando era ancora un dottorando all’università britannica di Essex. Quindi, tra il 1988 e il 2000 è stato tra Cambridge e Sydney come senior lecturer in economia. Poi è tornato ad Atene come professore di teoria economica. E sul suo blog, presentandosi, di sé ha scritto: “Vorrei cominciare con una confessione: io sono un professore di economia che non ha mai veramente studiato da economista. Ma prendiamo le cose una alla volta”.

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