Arsenico negli Energy drink: ma il ministero li ritira un anno dopo

C’era dell’arsenico in quantità 5 volte superiori alle legge negli Energy drink Monster che sopno stati venduti in Italia nell’ultimo anno. L’allerta riguardava un certo numero di lotti, ed è scattata nel 2014, quando il sistema di allerta europeo Rassf ha girato la segnalazione agli altri stato europei.
Il ritiro dei prodotti contaminati , però, è avvenuto nel nostro paese solo un anno dopo, nel maggio 2015. Nel frattempo i consumatori hanno comprato e ingerito bevande contenenti la sostanza.

 

Additivo fabbricato in Cina
Ma andiamo con ordine. Come riportava l’Adiconsum nel maggio scorso, la contaminazione nelle lattine di Monster è stata rilevata dalle autorità belghe già nel luglio 2014, e l’allerta ha riguardato 33 Paesi.
Nelle bibite energetiche della Monster è stata riscontrata la presenza di arsenico inorganico nell’additivo “trisodio citrato” (E 331) prodotto in Cina.

 

Arsenico in dosi 5 volte superiori al normale
La presenza di arsenico nell’additivo è pari a 5,5 mg/kg-ppm , rispetto a un limite massimo di 1,0 mg/kg-ppm. Il valore riscontrato è quindi 5 volte superiore al massimo consentito: si tratta di arsenico inorganico, classificato come tossico per la salute.

 

6 mesi per la prima segnalazione
Dopo questa segnalazione sono trascorsi 6 mesi e solo il 27 febbraio 2015  l’allerta in tutto il mondo. In Italia la prima segnalazione risale al 3 marzo 2015, ma sono dovuti trascorrere altri due mesi perché il ministero della Salute ritirasse dal mercato i lotti “incriminati”.

 

I lotti ritirati
Nello specifico i lotti ritirati sono:

·         Monster Energy Green: Lotti LE1406D TT:TT e LE1431D TT:TT
·         Monster Energy Absolutely Zero: Lotto LE1419D TT:TT
·         Monster Energy Rehab: Lotto LE1429D TT:TT

 

Un anno sul mercato italiano
“Non è la prima volta”, dice in una nota Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, “che viene segnalata la presenza di questo pericoloso elemento chimico in eccesso in prodotti che sono utilizzati come alimento e quindi dannosi per la salute”.
La burocrazia è però molto lenta, e la maggior parte dei prodotti contaminati hanno avuto un anno di tempo per essere consumati.

 

“Rischi non esclusi”
Oltretutto, come riporta Il Fatto Quotidiano, secondo le autorità olandesi “la possibilità di un rischio per alcuni consumatori non può essere esclusa”, anche se il ministero della Salute ha precisato che “il contaminante contenuto nell’additivo subisce comunque una diluizione nel prodotto alimentare o bevanda in cui viene utilizzato e ad ogni modo occorre tenere conto del quantitativo ingerito giornalmente dal consumatore”.
Lo stesso dicastero ha dovuto ammettere al quotidiano: “In Italia la segnalazione della lista di distribuzione è pervenuta con notevole ritardo, esponendo in tal modo i consumatori nei Paesi oggetto di commercializzazione al rischio di assunzione dell’arsenico”.

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