Conte, fiducia alla Camera: 350 sì, 236 No e 35 astenuti

La prima fiducia al governo giallo-verde è stata ottenuta, ieri sera, poco prima delle 21 al Senato. Il professor Conte ha contato 171 Sì, 117 No e 25 astenuti.

Ora si attende l’esito della Camera, che si conoscerà solo stasera, dopo un nuovo voto di fiducia, ancora più scontato di quello ottenuto ieri a Palazzo Madama, perché la maggioranza giallo-verde è molto più ampia.

Infatti a Montecitorio, verso le 19,30, il governo sa di aver ottenuto 350 Sì, con 236 No (Forza Italia e Pd) e 35 astenuti (Fratelli d’Italia).

Dopo di che il governo uscito dalle elezioni del 4 marzo può affrontare, a pieno titolo, la navigazione della nuova legislatura.

Dopo tante polemiche e un’infinita campagna elettorale protrattasi per 6 mesi ora non si tratta che di lavorare. Per il bene degli italiani

 

Spread a 253 punti base

Il voto favorevole di ieri al Senato non ha portato bene ai rilevatori economici dell’Italia.

Stamattina lo spread è volato a 253 punti base, riavvicinandosi ai livelli di guardia della scorsa settimana, sui timori per il programma economico del governo Conte e per l’avvicinarsi dell’addio della Banca centrale europea al quantitative easing. Il rendimento del decennale italiano è al 2,9%.

In calo anche Piazza Affari a Milano

Piazza Affari, dopo un avvio in positivo, fa un brusco cambio di rotta e gira in calo con il Ftse Mib che cede l’1% a 21.535 punti. Il mercato resta in tensione dopo la fiducia al Senato del Governo Conte che oggi è atteso al voto della Camera. Ad incidere sul listino sono sempre le vendite sui bancari con Mps che lascia sul terreno l’1,99%, Unicredit l’1,44%, Intesa Sanpaolo -1,66%. Tiene invece Stm (+1,09%) sul buon andamento dei tecnologici a Wall Street.

 

Un discorso programmatico di 75 minuti

 

Un discorso di 75 minuti che ha confermato punto per punto il contratto di governo siglato tra Lega e Cinque stelle. Confermando l’appartenenza all’Alleanza atlantica (Nato) e il rispetto dei parametri europei, in una Unione europea più equa. Ma anche riorientando la politica estera italiana verso Mosca.

Giuseppe Conte si è preso la scena parlamentare, elencando oggi al Senato le priorità dell’esecutivo che sta nascendo. Partendo da una duplice premessa: il contratto è “una pagina scritta che vincola” e per il Paese ora “soffia un vento nuovo”. Qui le parole chiave del programma del nuovo presidente del Consiglio.

Nel pomeriggio si è fatto vedere a Palazzo Madama Matteo Renzi (nella foto qui sopra), che ha ribadito in un tweet che voterà contro il governo.

La rivendicazione del populismo

Ma il premier Giuseppe Conte non ha avuto imbarazzo nell’autodefinirsi “populista e anti-sistema”. “Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”, ha garantito tra gli applausi. Un’ora un quarto nella quale il premier ha detto che procederà con “umiltà e con determinazione”, lanciando il “daspo” e l’agente sotto copertura contro i corrotti, l’inasprimento delle pene per alcuni reati come la violenza sessuale, il carcere per i grandi evasori, la riforma della legittima difesa, i tagli alle pensioni d’oro, la riforma della prescrizione e tanto altro.

Appartenenza alla Nato, ma rivedere sanzioni Russia

“Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato. Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”.: questa la più clamorosa novità del primo discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pronunciato la mattina del 5 giugno al Senato.

“Fiducia a un progetto di cambiamento”

“Con questo spirito e questa consapevolezza oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare”: dice ancora Conte.

Il primo discorso in Parlamento

 

È il giorno del suo primo discorso in Parlamento. Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, parla oggi, a partire dalle 12, in Senato (un’ora più tardi si replica alla Camera), presentando la sua dichiarazione programmatica che illustra il “programma del cambiamento”. Dentro tutti i temi forti del contratto di governo di M5s e Lega. Tra questi il reddito e la pensione di cittadinanza e il superamento della legge Fornero.

A Palazzo Madama con Casalino

È entrato qualche minuto prima di mezzogiorno a Palazzo Madama passando da un ingresso secondario. È arrivato con Rocco Casalino, che occuperà un ruolo importante anche nella comunicazione del premier, oltre che dei M5S. “Sono ottimista, emozionato certo”, ha detto Conte prima del suo intervento. “È un momento importante, per me ma lo è più in generale per il Paese”.

Discorso iniziato alle 12.12

Il discorso è iniziato alle 12.12, dopo le comunicazioni ufficiali della presidente del Senato Casellati. Rendendo tributo iniziale al capo dello Stato Sergio Mattarella, ha parlato di restituire dignità e autorevolezza a politici e ruoli istituzionali operando con “disciplina e onore”. A proposito del “progetto del cambiamento”, Conte, che si è presentato come un cittadino senza pregresse esperienze politiche ma forte di competenze professionali, ha esordito citando una serie di intenti.

Ribadisce: “Sarò l’avvocato del popolo”

“Sarò l’avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano”, ha aggiunto nel corso dell’intervento. “Presentarsi nel segno del cambiamento non è una scelta propagandistica”.

Le notizie precedenti

Conte interverrà al Senato per le dichiarazioni programmatiche intorno alle 12. Alle 13 andrà quindi alla Camera per replicare l’intervento. La discussione generale, a Palazzo Madama, dovrebbe riprendere intorno alle 14.30.

È questo il timing deciso dalla conferenza dei capigruppo del Senato che, dopo quasi due ore di riunione, ha stabilito che il voto di fiducia sul nuovo governo si terrà stasera alle 19,30 al Senato e domani alla Camera.

Il Def la prossima settimana

Il voto della risoluzione sul Documento di politica economica (Def) da parte dell’Aula della Camera e del Senato avverrà la prossima settimana, tra l’11 e il 15 giugno.

È quanto emerso, ieri, alla Conferenza dei capigruppo della Camera.
Il voto della risoluzione avviene tradizionalmente in concomitanza nelle due Aule di Camera e Senato. Il presidente Roberto Fico ha quindi annunciato di voler concordare una data con la presidente del Senato, Casellati. La calendarizzazione avverrà in una conferenza dei capigruppo che si terrà giovedì prossimo, il giorno dopo il voto di fiducia al governo.

Le notizie del 4 giugno

Si avvicina la prova della fiducia per il nuovo governo presieduto da Giuseppe Conte. Dopo le decisioni prese oggi dalle conferenze dei capigruppo parlamentari, il voto è previsto per domani, martedì 5 giugno, al Senato, dove l’esecutivo può contare su 167 voti certi, 6 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Mercoledì 6, invece, il responso della Camera.

La situazione a Palazzo Madama

A Palazzo Madama, ci sono 58 senatori della Lega e 109 del Movimento 5 stelle. In realtà, però, secondo le previsioni, a votare la fiducia ci dovrebbero essere almeno altri 4 senatori, facendo salire la maggioranza a quota 171. Inoltre a Palazzo Madama si studiano le mosse del gruppo delle Autonomie, che in linea teorica potrebbero far salire la quota di maggioranza sino a 174-175 sì. Scontata l’astensione dei 18 senatori di Fratelli d’Italia dopo l’iniziale annuncio del voto contrario. Sicuro no invece dai 61 di Forza Italia, dai 52 del Pd e di alcuni componenti del gruppo Misto, come Emma Bonino.

Più stabile alla Camera

Andando a vedere i numeri alla Camera, l’esecutivo giallo-verde ha una maggioranza che appare solida, con 346 voti a favore (222 deputati M5S e 124 leghisti). Sono 30, quindi, i voti di scarto rispetto alla maggioranza assoluta di 316. Anche qui i consensi potrebbero aumentare, sempre grazie ad alcuni deputati ex M5S e ad alcuni componenti del gruppo Misto. FdI – come al Senato – dovrebbe astenersi. All’opposizione, ancora una volta, ci saranno Forza Italia, Pd e LeU.

I primi impegni internazionali

Intanto il presidente Conte dovrebbe tenere le dichiarazioni programmatiche nell’aula del Senato domani alle 12. Alle 13.30, quindi, si recherà alla Camera a consegnare il testo. Prossimamente è previsto anche il suo primo impegno internazionale, con la partecipazione l’8 e il 9 giugno al vertice del G7 a La Malbaie in Quebec, Canada. In quella sede è prevedibile che Conte tenga incontri bilaterali con gli altri leader dei Paesi più industrializzati.

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