Lunedì scatta il “piano Draghi”, andrà meglio per il credito alle famiglie?

Finalmente si apriranno i rubinetti del credito per famiglie e imprese, rigidamente e tenacemente chiusi per le scelte delle banche italiane?

Sono in molti, ora, a sperare nel “piano Draghi”. Uno degli obiettivi è quello di intervenire sull’inflazione in modo che i consumi non vengano ulteriormente congelati. Lo stesso si dica sugli investimenti, che per i cittadini significano nuovi posti di lavoro, dunque aumento delle entrate e un progressivo superamento della crisi. E poi c’è il tema oimportantisismo dell’accesso al credito.

Queste sono nella sostanza le intenzioni del programma che Mario Draghi varerà lunedì prossimo, 9 marzo, sul quantitative easing presentato a gennaio e che avrà un effetto, nelle intenzioni, sull’economia dell’intera Eurozona.

 

Lo scopo è di lavorare sui prezzi

“Gli ultimi dati economici mostrano alcuni ulteriori miglioramenti dell’economia all’inizio dell’anno”, ha detto Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Come funziona il piano pronto a partire? Si punta soprattutto, almeno fino a settembre 2016, di acquistare 1.140 miliardi di euro di titoli (60 al mese), in gran parte di Stato, che per la sola Italia si dovrebbero tradurre in un risparmio di 6 miliardi riportando la crescita dei prezzi intorno al 2%, stesso livello che ci si prefigge anche per il Pil del continente. Se l’obiettivo non fosse raggiungo, dalla Bce si pensa di prolungare gli interventi in modo per intanto indefinito fino alla ripresa dei consumi.

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Verrà migliorato l’accesso al credito?

Altro scopo è quello di rendere più facile la circolazione del denaro, il che significa migliorare l’accesso al credito sia per famiglie che per imprese. Tra l’altro, con la parallela svalutazione dell’euro, per i consumatori italiani sarà più conveniente fare acquisti al di fuoci dell’area della moneta europea (soprattutto attraverso il commercio elettronico), mentre per le imprese migliorerà le possibilità di esportare e vendere nelle stesse aree.

Entro quando si sentiranno gli effetti del programma? In tempi brevi, afferma Draghi, secondo il quale il trend positivo per i cittadini potrebbe tradursi anche in un miglioramento dei servizi pubblici. Una minor spesa dello Stato in termini di interessi, infatti, potrebbe incentivare il governo a riprendere in sanità, scuole e infrastrutture.

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