“Non sapevamo quale orecchio operare”, bambina di 10 anni morta a Roma

Due rinvii a giudizio per la morte della piccola Giovanna Fratello, 10 anni, morta a Roma per un’operazione “banale” a un timpano, che avrebbe dovuto concludersi in 40 minuti e che è finita tragicamente, invece, dopo 4 ore con la morte della bambina.

 

“Non sapevamo che fare…”

“Non sapevamo neanche quale orecchio operare”: è quanto c’è scritto nel verbale dell’interrogatorio dell’anestesista Pierfrancesco Dauri, uno dei due rinviati a giudizio.. “Il professore Giuseppe Magliulo – ha aggiunto l’anestesista – mi mandò a chiedere informazioni ai genitori della paziente, che però non trovai”.

Il dottor Dauri e il suo aiuto Federico Santilli , come scrive “La Repubblica”, sono ora sotto accusa per il decesso della piccola per “non aver prestato sufficiente e costante attenzione” ai parametri vitali segnalati sul monitor. L’inchiesta, aperta dieci mesi fa dal pm Mario Ardigò, sta cercando di far luce su cosa realmente sia accaduto dalle 9.30 alle 13.40 di quel 29 marzo 2014, da quando è iniziata l’operazione a quando è stato dichiarato il decesso di Giovanna.

 

Quel giorno anche un malore del chirurgo

Troppe le anomalie per il pm: dal malore del chirurgo che, durante la rianimazione, si sentì male e abbandonò la sala operatoria. “Meglio svenire da un’altra parte”, ha detto al magistrato. Per lui, insieme ad altre 8 persone inizialmente indagate, è stata chiesta l’archiviazione. Sul suo operato, infatti, i periti non hanno rilevato elementi di responsabilità professionale.

 

Ricorso contro l’archiviazione

Francesca Florio, l’avvocato della famiglia Fatello, ha però presentato ricorso contro la richiesta di archiviazione degli altri presenti in sala. “Allo stato delle indagini – ha spiegato – non può escludersi una responsabilità dell’intera equipe medica”. Resta ancora da capire perché nessuno si sia accorto che Giovanna non respirava più ed era diventata cianotica.

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