Crisi latte: più costoso e sempre più straniero

In negozio o al supermercato, nell’ultimo trimestre, il prezzo al litro è aumentato dell’1,2 per cento, secondo Federconsumatori e Adusbef. Ma agli allevatori viene pagato meno, dice il ministero dell’Agricoltura, dai 41,79 centesimi di marzo 2014 ai 35,97 del dicembre successivo e in media il crollo è stato del 19 per cento. Anche per questo, denuncia Condiretti, si importa sempre più latte, che proviene da Germania, Francia, Austria, Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Olanda per un totale di 24 milioni di litri. Ma, tornando al consumatore, questi non lo sa perché la provenienza non viene riportata sull’etichetta.

 

I maggiori ricavi a industria e logistica

È un cane che si morde la coda, quello del mercato del latte e dunque dei suoi derivati. A riportare l’attenzione sul tema è la manifestazione che l’organizzazione di categoria ha portato in 13 città italiane, dove sono comparsi gli allevatori italiani e i loro animali per una mungitura pubblica in segno di protesta. Tra le ragione, alcuni dati, a iniziare dal fatto che nell’anno che si è appena chiuso, il commercio al dettaglio registra una contrazione delle vendite di latte, yogurt e formaggi. Colpa dei prezzi più elevati, ma anche delle percentuali che vanno a remunerare l’industria (37 centesimi per ogni euro) e la logistica (46 centesimi). Ai produttori, invece, ne arrivano solo 17 esponendo a un maggiore rischio di crisi le 36 mila aziende degli allevatori (una su 5 ha già chiuso con una perdita di 32 mila posti di lavoro).

 

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L’11 febbraio il tavolo di crisi con il ministro

La situazione è talmente complessa che il prossimo 11 febbraio, a Milano, è convocato un tavolo a cui parteciperà anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. In questa sede verranno confermati due punti in particolare: il primo è lo stanziamento di 108 milioni di euro per sostenere i produttori italiani e il secondo, invece, riguarda una riforma delle etichette in modo che sia più chiara la provenienza della materia prima. Nel frattempo si sono mosse anche le catene di supermercati.

Anche la ministra della Salute, Lorenzin, oggi ha avuto la sua mucca “protestante” da mungere (vedi foto).

Conad e Coop pagheranno di più i produttori

Conad ha già fatto sapere che aumenterà fino a 38 centesimi la quota per euro che andrà ai produttori mentre Coop, rivolgendosi al presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha detto che ne riconoscerà 41 per quello che viene commercializzato con il suo marchio. Un tentativo, questo, di contenere anche un altro fenomeno, illustrato nel rapporto di Coldiretti “L’attacco alle stalle italiane”: una volta che il latte fresco arriva sugli scaffali, il ricarico è pari al 328 per cento.

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