Gabriele Salvatores: “Le molestie sessuali non sono solo nel cinema”

Un altro famoso regista italiano interviene sul tema delle molestie sessuali. Si tratta di Gabriele Salvatores, che ieri ha affermato: “Il problema delle molestie e delle violenze sessuali credo che esista dappertutto: nel mondo del cinema fa più notizia, ma questa cosa succede nell’università, negli ospedali, nelle scuole, negli uffici. E vorrei ricordare che a un certo punto il Parlamento italiano ha deciso di credere che Ruby era la nipote di Mubarak…”.

Il parlamento e la nipote di Mubarak

Lo ha detto il regista premio Oscar Gabriele Salvatore, a Lucca Comics, a margine della presentazione del nuovo film “Il ragazzo invisibile – seconda generazione”, parlando degli scandali nel mondo del cinema che in questi giorni hanno lambito anche Giuseppe Tornatore, accusato dalla showgirl Miriana Trevisan di averla molestata (accuse che l’autore di “Nuovo cinema paradiso” ha smentito annunciando il ricorso alle vie legali). “Ben venga questo momento che permette a tante donne di prendersi un attimo di rivincita e denunciare l’abuso di potere con finalità sessuali”, dice Salvatores, “Ma non è un problema solo del cinema. E vorrei anche cominciare a capire dove esistono le connivenze”.

 

 

La accuse di Miriana Trevisan a Tornatore

Forse comincia a comparire il nome del regista italiano – potente ed influente – di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi a proposito di molestie sessuali.

Ed è vero che si tratta di un nome di primo piano. Lo fa Miriana Trevisan, in una intervista a Vanity Fair rilanciata da Dagospia.

“È una storia di vent’anni fa. Probabilmente lui neanche se ne ricorda. Ma io si. E ricordo anche molto altro.

Oggi, nel clima post Weinstein che si respira anche in Italia, si è fatta coraggio e torna su un episodio di 20 anni fa.

Miriana Trevisan, una delle ragazze di Non è la Rai, è stata sposata per 10 anni al cantante Pago, dal quale ha avuto un figlio. I due – dal 2013 – hanno rotto definitivamente.

Qui l’intervista integrale a Vanity Fair.

Negli uffici di Giuseppe Tornatore

“Andai negli uffici di Giuseppe Tornatore. Era un appuntamento che mi aveva organizzato il mio agente. Non era un provino, ma un primo incontro in vista di un film in lavorazione, La leggenda del pianista sull’Oceano. C’era una segretaria che mi accolse, ma poi se ne andò. Rimanemmo soli. Dopo qualche tranquilla chiacchiera sul film, quando ci stavamo salutando, il regista mi chiese di uscire con lui quella sera per andare a mangiare una pizza. Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene.

 

“Mi seguì fino alla porta…”

“Lui – continua Miriana – mi segui fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via. Ero entrata sentendomi una principessa, a un passo da un sogno che si realizzava, pensavo ‘forse farò un film con un regista premio Oscar’ e sono uscita sentendomi uno straccio. Non riesco a dimenticarmi il suo sguardo: incantato al mio ingresso, pieno d’odio mentre uscivo. Come se avesse scoperto che il giocattolo erotico aveva la batteria scarica. Mamma, quanto ho pianto”.

“Consapevole di quel che dico…”

Al settimanale che le chiede se è conspevole della gravità delle sue affermazioni, la Trevisan risponde: “So benissimo che è la mia parola contro la sua”, ma mantiene ferma l’accusa.

Il regista minaccia una querela

Giuseppe Tornatore risponde su Repubblica e non è per neinte tenero: “Non l’ho mai sfiorata. Io rammento solo un incontro cordiale, pertanto respingo le insinuazioni mosse nei miei confronti, riservandomi di agire nelle competenti sedi a tutela della mia onorabilità”.

Ma è probabile che, a partire da oggi, si scateneranno nuove accusa contro di lui, dopo i tanti gossip “anonimi” dei giorni scorsi.

 

 

 

 

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