Netflix fa fuori Kevin Spacey, House of cards continua con Claire?

Stazione d’arrivo per Frank Underwood. Netflix ha tagliato i ponti con Kevin Spacey e la produzione di “House of Cards” sta valutando se “uccidere” nella fiction tv il presidente Frank Underwood, interpretato dall’attore accusato di molestie sessuali. Secondo Variety, uno scenario allo studio ipotizza l’assassinio di Underwood per lasciare che la sesta stagione si concentri su Robin Wright, nella parte di sua moglie Claire.

Si fa strada l’idea di proseguire

L’idea è che i circa 300 dipendenti della serie che resterebbero disoccupati con la cancellazione della sesta stagione non debbano pagare per le accuse di molestie sessuali rivolte al protagonista.

Netflix ha già annunciato che non sarà più coinvolta con altre produzioni di “House of Cards” che includano Spacey e che ha messo anche in naftalina “Gore”, un nuovo film biografico sugli anni passati da Gore Vidal in Italia di cui l’attore è produttore e protagonista. Il servizio di tv in streaming ha fatto sapere che sta lavorando con la societa’ che produce la serie, Mrc, per valutare se continuare senza Space.

 

Ora Spacey rischia anche la galera

 

Un altro attore accusa Kevin Spacey di aver cercato di molestarlo, ma questa volta l’episodio sotto accusa non risale a 30 anni fa, come nel caso dell’attore di Star Trek Anthony Rapp.

Il messicano Roberto Cavazos (a sinistra nella foto grande in apertura) scrive sulla sua pagina Facebook che Spacey ha cercato di palpeggiarlo quando la star di House of Cards era direttore artistico del teatro londinese Old Vic, carica che ha tenuto dal 2004 al 2015.

Un incontro nel bar del teatro
L’incontro è avvenuto nel bar del teatro, racconta l’attore messicano, secondo il quale emergeranno presto “molte altre” accuse di molestie sessuali contro Spacey.

È possibile che sulla base delle nuove accuse Kevin Spacey rischi anche l’arresto.

“Io non l’ho tollerato, ma conosco gente che aveva paura di fermarlo”, ha scritto Cavazos nel post che pubblichiamo qui sopra in una versione tradotta in italiano.

Cavazos aggiunge: “Sembra che l’unico requisito per Spacey di sentirsi libero di toccarci fosse di essere un maschio sotto i 30 anni”. Rapp, che ha subito le ‘avance sessuali’ di Spacey quando aveva 14 anni, prosegue l’attore messicano, non è affatto solo. “Chi di noi ha incrociato il cammino di Spacey a Londra quando era direttore artistico dell’Old Vic sa che molte altre persone troveranno il coraggio di raccontare le proprie storie nei prossimi giorni e settimane”.

 

Revocato un Emmy

Kevin Spacey resta non solo senza “House of Cards” – il successo mondiale che ha contribuito a produrrre –  ma anche senza premio.

Infatti The International Academy of Television Arts & Sciences ha deciso di revocargli l’International Emmys Founders Award, nell’ambito degli International Emmy Awards, i premi per le migliori produzioni televisive internazionali.
La cerimonia per l’edizione numero si terrà il 20 novembre a New York, ma in seguito alle accuse di molestie sessuali da parte dell’attore su Antony Rapp, quando aveva solo 14 anni, l’organizzazione ha deciso di fare dietro marcia sul premio previsto per Spacey, lo spietato Frank Underwood nella serie televisiva in onda su Netflix, che in Italia transita su Sky.

In seguito alle stesse accuse, il servizio di streaming online ha deciso di mettere fine alla fortunata serie tv dopo la sesta stagione che andrà in onda l’anno prossimo.

 Sospesa anche la produzione in corso

Netflix teme l’arrivo di nuove rivelazioni. Ha deciso, infatti, di sospendere anche la produzione delle puntate attualmente in lavorazione. In un comunicato congiunto, Netflix e Media Rights Capital hanno scritto che la sospensione “dà tempo per capire meglio la situazione e rispondere alle preoccupazioni del cast e della troupe”.

Non si esclude l’avvento di una nuova serie – il classico spin off – per escludere Spacey.

Lo stop di House of cards

Addio ad House of Cards, giunto alla sesta stagione che viene girata proprio in questo periodo nel Maryland? Pare di sì dopo la decisione di Netflix di bloccare la serie che ha per protagonista Kevin Spacey, accusato di molestie da un altro attore quando questi, era un ragazzino. Lo stop alla produzione giunge nelle ultime ore e, secondo Variety, che ha dato per prima la notizia, potrebbe essere definitivo.

Ma – al di là della notizia – colpisce l‘ondata di puritanesimo che sta arrivando dagli Usa, a cui abbiamo deciso di dedicare un commento.

“Spacey al momento non è al lavoro sul set”

“Media Rights Capital e Netflix”, scrivono in una nota i produttori, “sono profondamente scossi per le notizie che riguardano Spacey. Di conseguenza i dirigenti di entrambe le nostre compagnie si sono recati a Baltimora (dove sono in corso le riprese della stagione 6, ndr) per incontrare il cast e tutta la squadra ed esprimere loro tutto il nostro sostegno. Come previsto dal programma, Spacey al momento non è al lavoro sul set”.

Anthony Rapp: “Molestato a 14 anni da Kevin Spacey” e l’attore ammette: “Sono gay”, le notizie del 30 ottobre 2017

Da “House of cards” a “House of gay”? Si potrebbe anche dire così dopo il coming out di Kevin Spacey.

Ma ricapitoliamo. Tutto nasce dalle recenti accuse di Anthony Rapp, attore della serie tv Star Trek Discovery. Tra l’altro Rapp, nella nuova fiction, interpreta personaggio di Paul Stamets, esperto astromicologo e ufficiale scientifico della Discovery, che è il primo caracter dell’intera serie ormai ultra-decennale a essere dichiaratamente omosessuale.

 

Le accuse di Anthony Rapp

“Sono stato molestato da Kevin Spacey quando avevo 14 anni e lui ne aveva 24”: ha affermato Anthony Rapp (nella foto qui sopra) attore della serie tv Star Trek Discovery, ai danni di Kevin Spacey.

Il post del protagonista di House of cards

Ma è ancora più importanto ciò che  Spacey scrive su Twitter in un lungo post (che vedete riprodotto  qui sopra): “Ho molto rispetto, e ammirazione, per Anthony Rapp. Sono pieno di orrore nell’apprendere questa vicenda. In tutta sincerità non ricordo quest’episodio, che si sarebbe verificato oltre 30 anni fa. Ma se mi sono comportato come lui racconta, gli devo le mie più sincere scuse per un comportamento inappropriato, da ubriaco. Mi scuso con lui per le conseguenze che dice di aver sperimentato, nel suo animo, per tutti questi anni”.

Arriva il coming out: relazioni sia con uomini che con donne

Il premio Oscar poi decide di fare coming out: “Questa vicenda mi ha spinto ad affrontare altri aspetti della mia vita. So che ci sono parecchie storie che girano, su di me: alcune sono state alimentate dalla privacy che ho voluto sempre mantenere sulla mia vita. Come coloro che mi sono più vicini già sanno, nella mia vita ho avuto relazioni sia con uomini, sia con donne. Ho amato e avuto rapporti amorosi con uomini in tutta la mia vita. E ho scelto, ora, di vivere la mia natura di omosessuale. Voglio affrontare questo aspetto della mia vita in modo onesto e aperto: e per farlo, occorre che esamini anzitutto i miei comportamenti”.

Una sorpresa abbastanza clamorosa per chi non è addentro ai gossip dei media Usa.

 

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