Paolo Villaggio: anche Grillo e Banfi alla camera ardente in Campidoglio

Giornata dell’addio, oggi, per Paolo Villaggio. Dalle 10 di stamattina l’ultiomo saluto partirà nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, dove sarà allestita la camera ardente, aperta fino alle 16,30.

Nel pomeriggio alla Casa del Cinema
Alle 18,30 il feretro sarà portato nel cuore di Villa Borghese, alla casa del Cinema, presso il Teatro all’aperto Ettore Scola, dove si terrà una cerimonia laica.
Nello stesso luogo, alle 21,30 sarà proiettato il film “Fantozzi” di Luciano Salce del 1976, preceduto da un contributo video dello stesso Villaggio.
Infine l’attore tornerà nella sua Liguria.

La camera ardente nella Protomoteca

Folla alla Protomoteca in Campidoglio alla camera ardente di Paolo Villaggio, aperta al pubblico fino alle 16,30.

Davanti alla bara, posta su un tappeto rosso, il cuscino di rose bianche della famiglia.

“Sarebbe felicissimo dell’addio in Campidoglio e soprattutto della presenza di tutte queste persone, mi diceva sempre che la vera sfortuna è morire durante i mondiali perché non ti si fila nessuno – racconta il figlio Pierfrancesco -. Ho avuto la fortuna di stargli molto vicino negli ultimi 5 anni e questo mi ha dato modo di instaurare un rapporto che non avevo mai avuto prima. Ogni volta che tornavo da un viaggio con lui ero esausto perché era una persona complessa – ricorda ancora -, oggi pagherei per fare uno di quei viaggi. Non sono io a doverlo dire, ma della sua eredità artistica resterà sicuramente la maschera di Fantozzi, con il rispetto dovuto quella interpretazione me lo fa paragonare a Totò”.

Anche Lino Banfi (nella foto qui sopra) è apparso commosso per il salutoalla bara nella camera ardente.

Anche Grillo e Casaleggio in Campidoglio

Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno reso omaggio alla salma dell’attore. Arrivati nella sala passando dall’interno dell’edificio del Campidoglio, hanno evitato così la folla di cronisti e cameramen. Grillo ha reso le sue condoglianze a Pier Francesco, figlio di Paolo Villaggio. L’attore, genovese come Grillo, in passato aveva tra l’altro sempre difeso il M5S.

“Beppe è stato gentile – ha detto il figlio di Villaggio – mi ha detto che gli dispiace. Io gli ho detto, mi raccomando, confido in voi. Anche a mio padre ultimamente piacevano i 5 Stelle, come piacciono a me”.

Morto per complicazioni del diabete

È morto a Roma l’attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Da alcuni giorni era ricoverato nella clinica privata Paideia dopo essere stato al Policlinico Gemelli per le complicanze dovute a una severa forma di diabete.

L’addio: si preparano le esequie

Sarà allestita nella mattina del 5 luglio in Campidoglio la camera ardente. A dirlo sono stati i figli, spiegando che in queste ore si stanno stabilendo i dettagli. A seguire ci sarà una cerimonia laica alla Casa del Cinema di Roma. Vengono eseguite così le volontà dell’attore che scherzava con i figli: “Se devo avere un funerale in chiesa, lo voglio a San Pietro”.

“Si è curato poco e male”

“Aveva il diabete e si è curato poco e male”, ha confermato la figlia Elisabetta, aggiungendo che il padre era stato ricoverato prima al Gemelli dal 14 maggio al 9 giugno, e poi è stato trasferito nella struttura di Collina Fleming. “Un mese e mezzo fa abbiamo fatto una serata a Capodistria – ha ricordato il figlio Pierfrancesco – poi ha avuto una forte infezione determinata dal diabete”.

Nato a Genova il 30 dicembre 1932, Paolo Villaggio è stato uno dei volti della televisione e del cinema più noti in Italia. Indimenticabili i suoi personaggi comico-grotteschi come il ragionier Ugo Fantozzi, il professor Kranz e Giandomenico Fracchia.

Ieri sera su Rai1 c’è stata una puntata speciale di Techetechetè dedicata a Paolo Villaggio, poi l’omaggio all’attore scomparso con il film Fantozzi Contro Tutti, uno dei suoi “classici” nei cinema nel 1980.

Nel video una versione integrale della pellicola.

L’annuncio di Elisabetta su Facebook

A darne notizia, la figlia Elisabetta su Facebook. Erano trascorse da poco le 7 di lunedì 3 luglio che ha scritto: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”.

La carriera cinematografica

Sedici i film che avevano visto protagonista Villaggio. Il primo è del 1975 (è appunto Fantozzi), per la regia di Luciano Salce, inclusa nel 2008 nella lista dei 100 film italiani da salvare. L’ultimo era uscito nel 2006 (Fantozzi – Il ritorno). Tra i più noti, Il secondo tragico Fantozzi (1976), Fantozzi contro tutti (1980), Fracchia la belva umana (1981), Fantozzi va in pensione (1988) e Fantozzi alla riscossa (1990).

Lavorò con Fellini, Olmi e Monicelli

Sempre al cinema, lavorò con grandi registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Nel 1992, durante la Mostra del cinema di Venezia giunta all’edizione numero 49, gli era stato assegnato il Leone d’oro alla carriera e nell’agosto 2000, a Locarno, il Pardo d’onore.

È stato anche uno scrittore

Oltre che come attori, è stato anche uno scrittore. Il suo primo titolo è ancora ispirato al suo personaggio più noto. Altri titolo sono Giudizio universale (2011), Non mi fido dei santi (2011) con Luca Sommi, “La vera storia di Carlo Martello (2011), “Lei non sa chi eravamo noi” (2014) e Fantozzi forever (2014).

La polemica: “Mio padre è stato abbandonato”

In polemica con lo star system italiano, nel scorso marzo Elisabetta Villaggio aveva scritto del padre sempre su Facebook: “Non starà al meglio, certo. Ma il cinema italiano lo ha abbandonato invece mio padre c’è”.

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