Diabete: il bypass gastrico talvolta è molto più utile dei farmaci

Il bisturi al posto dei medicinali. Secondo una ricerca eseguita dai ricercatori dell’Università Cattolica, del Policlinico Gemelli di Roma e del King’s College di Londra, la chirurgia metabolica risulta  più efficace della terapia medica convenzionale nel controllo del diabete di tipo 2, che interessa soprattutto gli adulti. Lo studio è stato pubblicato su ‘Lancet’ e documenta per la prima volta gli effetti dell’intervento dopo 5 anni su un gruppo di pazienti tra i 30 e i 60 anni e con un indice di massa corporea superiore a 35 kg/m2, confrontati con i risultati delle terapie tradizionali.

 

Un tecnica complicata
La tecnica chirurgica in questione è la chirurgia bariatrica (o dell’obesità), utilizzata di solito per limitare l’assimilazione di pazienti obesi, e consiste nell’inserire nel paziente un bypass gastrico nell’intestino dopo avere effettuato una riduzione dello stomaco. E stata effettuata su un gruppo di pazienti, mentre alti hanno seguito la terapia farmacologica.

 

Risultato nel 50% dei pazienti
Il risultato soprendente è che il 50% dei pazienti sottoposti a chirurgia ha mantenuto una remissione di malattia a 5 anni, mentre nessun paziente in terapia convenzionale ha ottenuto remissione. Non solo. I diabetici sottoposti a intervento hanno registrato livelli di glicemia inferiore e hanno necessitato di un minor numero di farmaci antidiabetici e cardiovascolari per tutta la durata dello studio. Il loro rischio cardiovascolare si è rivelato circa la metà di quello dei pazienti in terapia convenzionale. I pazienti chirurgici hanno inoltre riportato indici di qualità di vita migliori rispetto agli altri. Non si è osservata alcuna mortalità da chirurgia, né complicanze chirurgiche maggiori nel lungo termine.

 

Vantaggi e cautele
“La capacità della chirurgia di garantire un ottimale controllo glicemico e una riduzione della necessità di insulina e altri farmaci dimostra che questo nuovo approccio terapeutico al diabete possa avere vantaggi anche sotto il profilo del rapporto costo-beneficio”, ha commentato all’Adnkronos Francesco Rubino, direttore della cattedra di Chirurgia bariatrica e metabolica del King’s College di Londra, e senior author dello studio sul bisturi metabolico contro il diabete di tipo 2.
I ricercatori suggeriscono comunque “cautela” nell’interpretare i risultati ottenuti, viste le dimensioni relativamente piccole dello studio: “Lavori di maggiori dimensioni e idealmente multicentrici sono necessari per poter verificare in via definitiva se la chirurgia sia più efficace della terapia convenzionale anche in termini di riduzione delle complicanze, non solo di controllo glicemico – ha aggiunto Geltrude Mingrone, direttore dell’Unità operativa complessa di Patologie dell’obesità del Policlinico Gemelli – Ciò detto, è indubbio che la chirurgia metabolica è in grado di causare una drammatica riduzione del rischio cardiovascolare associato al diabete”.

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