Rai, Laganà scrive a Mattarella: “Gli atti di Foa non sono validi”

Rai: inattesa sortita di Riccardo Laganà (nella foto in paertura) sulla presidenza Rai sull’autoproclazmaione alla presidenza di Marcello Foa.

La autoassunzione della carica di Presidente da parte di Marcello Foa – scrive il consigliere eletto a larghissima maggioranza dai dipendneti di Viale Mazzini –  è “integralmente priva di efficacia” e “non rimane priva di gravissime conseguenze giuridiche per la società Rai”: lo scrive in una lettera indirizzata al presidente Sergio Mattarella, alle altre principali cariche istituzionali del Paese e al Procuratore Generale della Corte dei conti, il consigliere Rai Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti nel Consiglio di amministrazione,.

Laganà (nella foto di apertura) sottolinea che gli atti sottoposti alla firma di Foa sono “in realtà privi di qualsiasi effetto” e invita gli organi politici ad attivarsi per risolvere la situazione di stallo.

 

Le notizie del 1° agosto: Berluscono sgambetta Salvini

Marcello Foa, incaricato dal cda Rai di fare il presidente dell’azienda, è stato invece bocciato dalla Commissione di vigilanza Rai. Ad esprimere parere favorevole soltanto 22 parlamentari, una scheda bianca e nessun voto contrario poiché i commissari di Pd, Fi e Leu non hanno proprio ritirato la scheda.

Berlusconi, davanti all’ennesima nomina del cnetro-destra non contrattata con Forza Italia, ha deciso di rompere l’accordo e ha fatto fallire il cnadidato di Salvini.

Niente maggioranza

In sostanza la maggioranza dei due terzi necessaria per il parere favorevole non è stata raggiunta, essendo pari a 27 voti favorevoli. Al momento sembra poi che un parlamentare dei Cinque stelle non abbia votato.

Rimane alla guida provvisoria

A questo punto la nomina di Foa, dopo l’ok a maggioranza di ieri nel cda Rai, non è efficace. Il giornalista potrà comunque guidare provvisoriamente il consiglio in quanto consigliere anziano.

Il commento: “Mi rimetto alle decisioni dell’azionista”

“Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai”, il commento di Marcello Fo, in una nota Rai. “Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall’azionista (il ministero dell’Economia e delle Finanze, ndr). Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”.

Lega, rammarico per asse Pd-Fi

“Siamo dispiaciuti dell’asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Fi invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia. Siamo convinti che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati perché le qualità di Marcello Foa, come uomo e giornalista libero e corretto sono universalmente riconosciute e apprezzate”. Lo dichiarano in una nota congiunta il capogruppo Lega alla Camera Riccardo Molinari e il capogruppo Lega al Senato Massimiliano Romeo.

Rai: Martina, fermato scempio

“Vogliono una Rai asservita ai comandi di Salvini e della Casaleggio. Il Parlamento ha detto no. La commissione di vigilanza ha fermato questo scempio orchestrato per avere un presidente funzionale ai voleri dei nazionalpopulisti”. Lo dichiara il segretario Pd Maurizio Martina (nella foto sopra), entrando al Nazareno.

Vigilanza Rai: Forza Italia non voterà Marcello Foa, le notizie del 31 luglio 2018

Forza Italia voterà contro Marcello Foa alla riunione della Vigilanza Rai. È questa, secondo fonti vicine a Silvio Berlusconi, l’indicazione che sarà data agli esponenti azzurri in commissione. Se Foa sarà bocciato, Forza Italia si attende un altro nome dal ministro Tria, auspicando un metodo più adeguato.

Intanto il Cda di Viale Mazzini ha dato il via libera al nome indicato dal governo: per Foa è il primo sì, mentre domani è atteso il voto in Vigilanza.

 

 

Il No di Berlusconi del 30 luglio

Berlusconi esce allo scoperto e dice al governo che non gli piacciono né le nomine proposte per la Rai né le altre iniziative dell’esecutivo giallo-verde.

“Una forte volontà spartitoria”

“Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale”.

Berlusconi lo afferma in un’intervista a La Stampa. il leader di Forza Italia è critico sulle nomine, a partire da quelle per la tv pubblica.
Berlusconi marca le distanze dal governo su tutti i fronti aperti.

L’alleanza con la Lega non avrà vita lunga

E lascia presagire che l’alleanza nel centrodestra con la Lega non abbia vita lunga: “Nella prima Repubblica il Psi di Craxi per 15 anni governò a Roma con la Dc e invece nella maggior parte dei Comuni e delle Regioni con il Pci. Non credo però – afferma – che questa volta accadrà la stessa cosa”.

E anche per il governo Berlusconi presagisce vita breve

 

“Secondo lei – è la domanda de La Stampa – il governo ‘mangerà il panettone’ o la legge di Stabilità sarà un ostacolo impossibile da superare?

“Se lo farà, sarà un panettone molto amaro per gli italiani”, replcia il leader di Forza Italia.

“Il decreto Dignità contro le imprese e contro il lavoro”

Sul decreto Dignità, si rivolge a Salvini: “Come può la Lega permetterlo? Come può permettere che si approvi un ‘Decreto Dignità’ contro le imprese e contro il lavoro? Se questo è l’inizio, cosa succederà nella legge di stabilità?”.

Vi state preparando all’eventualità che si vada a nuove elezioni a breve?, chiede La Stampa

“Noi stiamo rinnovando e rilanciando Forza Italia, con la democrazia dal basso e con un vasto cambiamento dei vertici, per essere pronti al momento in cui l’esperimento giallo-verde fallirà”, risponde Berlusconi.

Tajani ribadisce il No di Forza Italia

“Non potremo votare il candidato a presidente Rai indicato dal Governo. Avremmo voluto che si fosse seguito un metodo diverso”: ha ribadito Antonio Tajani (nella foto qui sopra), vicepresidente di Forza Italia, incontrando nella mattinata del 30 luglio la stampa a Mestre (Venezia).

 

Un lungo braccio di ferro tra alleati, le notizie del 29 luglio

Dopo un  lungo braccio di ferra, è fatta per i vertici della tv pubblica. Il ministro del Tesoro Tria ha proposto al Consiglio dei ministri il nominativo di Fabrizio Salini come amministratore delegato della Rai (senza capelli nella foto in apertura, avrà grandi poteri, in base alle nuove regole) e di Marcello Foa come consigliere di amministrazione. Quest’ultimo sarà votato dalla commissione di Vigilanza per la carica di presidente dell’azienda radiotelevisiva.

La carriera insolita di Marcello Foa

Allievo di Indro Montanelli, Marcllo Foa è stato per molti anni caporedattore Esteri e inviato speciale del Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. Lo ha lasciato nel 2011 pur continuando a mantenere un suo blog. Sette anni fa infatti il prossimo presidente della tv di Stato è diventato prima direttore generale e poi anche ad del gruppo editoriale Timedia Holding SA di Melide (Svizzera) e del quotidiano Corriere del Ticino, controllato da una Fondazione che dal 1891 ha come mandato la difesa della libertà di stampa e del pluralismo nella Svizzera italiana.

Dieci giorni fa il neopresidente ha querelato L’Espresso

Dieci giorni fa Foa ha querelato l’Espresso per un articolo di Vittorio Malagutti sulla rete dei sovranisti europei, un articolo sul tema dei rapporti tra il mondo leghista, quello M5S e la Russia.

Marcello Foa insegna anche alla facoltà di Scienze della comunicazione dell’università della svizzera italiana e in passato ha tenuto corsi di giornalismo internazionale al master di giornalismo dell’università cattolica di Milano.

 

Di Maio: “Ci liberiamo di raccomandati e parassiti”

“Oggi diamo il via a una rivoluzione culturale. “Ora ci liberiamo dei raccomandati e dei parassiti”, nella Rai”: così il vicepremier Luigi Di Maio, al termine del Consiglio dei ministri, presenta ai cronisti la scelta dei nomi da parte del governo sui vertici Rai, Marcello Foa, Presidente e Fabrizio Salini Ad.

In realtà tutto è avveuto – a viale Mazzini – secondo le rigide norme dello spoyl sistem.

“Stiamo lavorando ai tanti dossier aperti, tanti problemi che stiamo affrontando in questi primi 50 giorni di governo”, ha affermato Di Maio.

 

Tria “rivendica” la nomine Rai

“In ottemperanza alle disposizioni di legge e di statuto e a completamento delle designazioni già effettuate dal Parlamento e dall’azienda, per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha proposto al Consiglio dei Ministri i seguenti nominativi: Fabrizio Salini, indicandolo per la carica di amministratore delegato, e Marcello Foa per la carica di consigliere di amministrazione. È quanto si legge in una nota del Ministero dell’Economia.

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