Lucca: 3 mesi di agguati e minacce prima di dar fuoco a Vania

Tre mesi di agguati e minacce contro Vania Vannucchi, da quando – era maggio scorso – la donna aveva deciso di porre fine alla loro storia. Pasquale Russo, accusto di essere il piromane assassino, ancora non ha confessato, ma tutte le testimonianze delle amoiche di Vania conducono allo stesso punto: l’uomo – sposato e padre di tre figli – non voleva lasciare sua moglie e Vania, peraltro amica della famiglia, non voleva più andare avanti nella clandestinità.

Per cui – raccontano le amiche – aveva detto basta. Ma a quel punto Bruno aveva cominciato a seguirla, a tempestarla di telefonate, a chiederle di ricominciare fino all’agguato.

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La testimonianza dell’ex marito

Anche l’ex marito della signora Vannucchi, Andrea, un appuntato dell’Unità cinofila dei carabinieri, con il quale lei si era confidata le aveva detto di denunciare l’ex amante, ormai diventato insopportabile con il suo “inseguimento”. E lei stava quasi per farlo, quando ha pensato di concedergli “Un’ultima occasione” per un chiarimento. Purtroppo l’occasione è stata fatale.

L’arresto di Pasquale Bruno

È stato arrestato Pasquale Russo (nella foto sotto), 46 anni, sospettato di essere il piromane omicida di Lucca. La donna a cui ha dato fuoco, Vania Vannucchi (nella foto in apertura) di 46 anni, era stata dipendente di una cooperativa esterna che lavora per l’Asl e da febbraio scorso lavorava come Oss nel reparto di Medicina V all’ospedale Cisanello di Pisa.

Le notizie dell’agguato a Vania Vannucchi

La Vannucchi è stata trasportata con l’elisoccorso Pegaso al Centro ustioni dell’ospedale di Cisanello, a Pisa: le sue condizioni sono apparse subito gravissime, con il 90% del corpo coperto dalle ustioni, ed è morta dopo ore di agonia intorno alle 6 del mattino di oggi, 3 agosto.

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Arrestato per “tentato omicidio”, ora posizione più grave

Stando alle prime ricostruzioni ad aggredirla sarebbe stato Pasquale Russo, dipendente di un’altra cooperativa che collabora con l’Asl, che in un primo momento è fuggito, poi è stato fermato. Il fermo si è quindi tramutato in arresto con l’accusa di tentato omicidio. Ora la sua posizione si aggrava. A mettere la polizia sulle sue tracce sarebbe stata proprio la Vannucchi che avrebbe detto ai soccorritori, con l’ultimo fiato che aveva in gola: “Per favore avvertite i miei familiari, chiamate il mio babbo, è stato Pasquale”.

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Fermato dalla polizia e portato in questura

È un ex della barelliera dell’ospedale di Lucca aggredita ieri con una lattina di benzina avrebbe fatto il nome del presunto aggressore prima di essere trasportata in ospedale. L’uomo sarebbe stato già rintracciato dalla polizia. Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato fermato dalla polizia e portato in questura.

Le amiche della Vannucchi raccontano che tra i due c’erano stati numerosi litigi anche violenti e che avevano invitato Vania a denunciarlo. Ma lei aveva voluto andare all’incontro di ieri, dicendo: “Così capirà che è finita”. Non aveva previsto la tragica reazione.

Lui ha un’ustione sul braccio

Pasquale Russo, l’uomo arrestato dalla polizia per l’aggressione a Vania Vannucchi, ha un’ustione sul braccio che lo accuserebbe. Lui continua a negare ogni responsabilità nell’accaduto. L’ipotesi che gli investigatori stanno seguendo è che Vania e l’uomo interrogato avessero avuto in passato una relazione e che ciò possa essere all’origine di quanto accaduto oggi.

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Lui si è presentato con una tanica di benzina

La donna si chiama Vania Vannucchi, residente a Lucca, è stata soccorsa in gravissime condizioni dopo che un collega, dipendente dalla stessa cooperativa, l’aveva cosparsa di benzina dandole fuoco.

I due – a quanto si è saputo – si erano dati appuntamento, ma l’uomo si è presentato con una tanica di benzina. La Vannucchi era arrivata con la propria auto, come il suo aggressore.

L’uomo – dopo un’animata discussione sfociata in un litigio – avrebbe versato la benzina sulla vittima.

A quel punto Vania ha provato a fuggire, ma il piromane omicida l’ha raggiunta innescando il fuoco, senza alcuna pietà.

L’aggressione intorno alle 13: le prime notizie del 2 agosto

Aggressione intorno alle 13 di oggi, martedì 2 agosto, all’ex ospedale di Campo di Marte. Una donna, una barelliera di 46 anni, è in gravissime condizioni dopo che, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata aggredita nella zona dell’obitorio da un uomo che l’ha cosparsa con liquido infiammabile a cui ha poi dato fuoco.

Ha incontrato un uomo

La donna lavora per una cooperativa esterna all’Asl e, dalle prime informazioni, doveva incontrare un uomo impiegato nella stessa azienda. Entrambi avevano raggiunto l’area con la propria auto. Possibile che lui avesse intenzione di fare ciò che ha fatto, dato che avrebbe avuto con sé una tanica di benzina.

Lei ha cercato la fuga

Il carburante, secondo i testimoni, è stato lanciato addosso alla donna mentre lei scendeva dalla sua vettura. A quel punto, lei avrebbe tentato la fuga, ma lui l’ha raggiunta dandole fuoco. Poi è scappato. A dare l’allarme alcuni operai che lavoravano lì vicino e che hanno sentito le urla. Accorsi, hanno tentato di domane le fiamme con alcuni secchi d’acqua.

Portata a Pisa in elisoccorso

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, l’elisoccorso Pegaso che ha trasportato la donna al centro grandi ustionati di Cisanello di Pisa), il 118 e gli agenti della squadra mobile. Secondo il quotidiano Il Tirreni, c’è già un fermo di polizia e in questo momento è in corso un interrogatorio in questura.

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