Silvio Muccino a Rai1: “Mio fratello picchiava la moglie, mentii al giudice”

Nella Rai di Antonio Campo Dall’Orto, depurata dalla cronaca nera, irrompono i guai di famiglie celebri. È il caso dell’attore Silvio Muccino (nella foto sotto), 34 anni fra pochi giorni, che, ospite all’Arena di Massimo Giletti, in onda su Rai1, racconta del fratello regista, Gabriele (insieme nella foto d’apertura), con il quale non parla da anni, rischiando di trovarsi in tribunale. E l’esordio, per usare le sue parole, è affidato a una frase inequivocabile: “Vi porto un’autentica carriola di fatti miei”.

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“Erano ripetuti gli episodi di violenza domestica”

Perché? Silvio parla di Elena Majoni (nella foto sotto insieme al marito), ex moglie del fratello, una donna che definisce: “Colta, intelligente, era molto innamorata di Gabriele, mi chiamava per capire la sua gelosia smodata, lui alzava le mani. Si sposano nonostante i ripetuti episodi di violenza domestica. Un’estate eravamo nella casa di campagna di Gabriele, seduti a tavola. Elena era in camera. Lui innervosito andò da lei. Quando mi avvicinai alla porta la vidi uscire con una mano sull’orecchio, aveva le lacrime agli occhi”.

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“Ho mentito al giudice per salvare mio fratello”

Ma il racconto non si interrompe qui. Silvio, parlando ancora del fratello (nell’immagine sotto): “Non sentiva più niente: lo schiaffo le aveva perforato un timpano, a Roma è stata visitata e ha dovuto subire una timpano-plastica per recuperare in parte l’udito. Io per perbenismo, ipocrisia, per i sensi di colpa e i ricatti morali sono stato indotto a mentire davanti al giudice, ho negato che quel fatto fosse avvenuto, ho reso falsa testimonianza. Avevo 24 anni e potevo scegliere, scelsi la mia famiglia e non la verità. Non me lo sono mai perdonato. Dissero che Elena aveva subìto un trauma in piscina”.

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“La mia famiglia? Ha 2 facce, una pubblica e una privata”

È stato un rapporto complicato, quello con la sua famiglia. Silvio Muccino, che sostiene di essere nato 14 anni dopo il fratello per tenere insieme il matrimonio dei genitori, dice di averla “amata profondamente, ma era costruita su dinamiche che mi facevano male. Esistono due facce. Una è quella pubblica, idilliaca e felice, dove ci sono io che sono la pecora nera, un pazzo squinternato, depresso e plagiato”.

“Metto le mie parole nelle mani del giudice”

Sulle menzogne dette al giudice, Silvio sembra pronto ad assumersi le sue responsabilità. “C’è un nuovo processo, ho reso piena spontanea ritrattazione che metto nelle mani del giudice. I miei hanno reagito molto male, negli atti spiego i motivi per cui me ne sono andato. Il mio debito lo devo pagare in sede legale e assumermi la responsabilità pubblica. Spero che questo segni la parola fine, la verità rende liberi”.

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