Banda ultralarga, cosa cambierà

L’Italia è pronta per la sua ‘rivoluzione’ digitale. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che punta a dotare il Paese di un’infrastruttura di rete che porti la fibra il più possibile vicino alle case.
L’obiettivo è arrivare entro il 2020 a coprire il 50% della popolazione con una banda a 100 Mbps (Megabyte per secondo).

 

6 miliardi di euro
Quanto costerà? I fabbisogni finanziari secondo una fonte sono “stimati dal governo in circa 1 miliardo per la copertura (del 100% dei cittadini, ndr) con i 30 Mbps e in 2,7 mld per garantire alla metà degli italiani una navigazione ultraveloce fino a 100 Mbps” .
In tutto, il piano prevede investimenti pubblici per 6 miliardi (i fondi europei Fesr e Feasr -2,4 miliardi – , il Fondo di sviluppo e coesione – 4 miliardi – e quelli collegati al Piano Juncker) da qui al 2020 che “avranno un effetto moltiplicativo”, spingendo i privati a investire a loro volta e “permetteranno all’Italia di superare gli obiettivi europei” in questo campo.

 

Digital divide, addio
Oggi il nostro è uno dei paesi con la minor copertura di reti digitali di nuova generazione (Nga) in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali. Solo il 15% della popolazione totale può “correre” a una velocità di 30 Mb, e appena il 10% dispone delle infrastrutture necessarie per viaggiare sui 100 Mb.
Ma cosa cambierà per i consumatori con la banda ultralarga? La sua diffusione è considerata universalmente “un fattore di crescita economica”,  ed è invocato per coprire il digital divide che affligge il nostro paese: solo l’8,8% della popolazione non è raggiunta dalla linea Adsl.

 

Superflua?
Fatto sta che secondo alcuni operatori del settore – che dovrebbero partecipare al cospicuo investimento per dotare il paese di una rete adeguata – l’autostrada dell’Adsl sarebbe addirittura superflua per i bisogni dell’utente medio, già ampiamente soddisfatti dalla linea tradizionale.

 

Telelavoro e telemedica, video e chat
Una maggiore velocità di connessione consentirebbe certo ai grandi colossi del web – Google, Facebook, Twitter – a implementare i propri servizi, “inventando” nuovi modi comunicare e nuovi modi di condividere informazioni in maniera sempre più veloce. È inoltre considerato strumento indispensabile per la diffusione del telelavoro, telemedicina, IPTV, teleconferenza, videochiamate. Viaggiando a una velocità dieci volte maggiore i dati e i file anche pesanti potrebbero essere scambiati in tempo reale, facilitando le comunicazioni.
Secondo molti è conditio-sine-qua-non per l’avvio di un’attività a distanza.
Oggi le Intranet aziendali normalmente già dispongono di collegamenti ad alta velocità, comunque ottenibili con investimenti propri dell’azienda.

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