Precari della scuola, forse un decreto il 10 marzo

Saltato il decreto legge, saltato il disegno di legge, restano solo le promesse per i 120.000 precari della scuola in attesa di assunzione. E per le novità bisognerà attendere il Consiglio dei ministri del 10 marzo, quando finalmente verrà presentato un provvedimento da far approvare in Parlamento.
Renzi: “Presto un miliardo per la Buona scuola”

“Non c’è nessun rischio che slittino le procedure di assunzione degli insegnanti previste per il 1 ° settembre 2015 — ha assicurato ieri il premier Renzi, per nulla imbarazzato dallo stop — ma noi facciamo una proposta al Parlamento: ci sono le condizioni perché il Parlamento in un tempo sufficiente ma non biblico possa legiferare senza dover utilizzare strumenti d’urgenza. Passiamo la palla al Parlamento”.
Renzi ha anche confermato che il governo stanzierà quest’anno un miliardo per la scuola, come previsto dalla Legge di Stabilità, che diventeranno 3 a regime.

 

120.000 posti “congelati”

Ma a tenere l’opinione pubblica con il fiato sospeso è soprattutto la questione delle 120.000 assunzioni “congelate”. Nel provvedimento atteso ieri avrebbe dovuto confluire innanzitutto il pacchetto di norme che prevedeva la regolarizzazione dei lavoratori non stabili nelle graduatorie a esaurimento, degli idonei e dei vincitori dell’ultimo concorso pubblico, e anche quelli delle graduatorie di istituto (offrendo a questa categoria di precari prima un contratto a termine per un altro anno e poi una sorta di “corsia preferenziale” per il concorso che verrà bandito a ottobre).

 

Giannini: “Non escludo un decreto ad hoc”

Tutte questioni che dovrebbero diventare realtà il prossimo martedì: a questo proposito il ministro Giannini ha anche ventilato l’ipotesi di un decreto d’urgenza che riguardasse solo le assunzioni. Le parole del ministro dell’Istruzione on sono bastate però a placare gli animi. “Non dovrebbe essere consentito a nessuno di alimentare speranze e vanificarle”, sono state le parole segretario generale dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi. L’Anief ha lanciato invece un appello: “Per le assunzioni dei precari il Governo ci ripensi: meglio un decreto legge che definisca con chiarezza l’organico”. “Che si metta in discussione il regolare avvio dell’anno scolastico non è tollerabile per chi aspetta da anni e per le famiglie che meritano posti stabili. Il disegno di legge non è la strada più opportuna”.

 

Le altre novità: la riforma delle carriere

Il ministro ha anche anticipato qualche dettaglio sulla “riforma delle carriere” delle professioni scolastiche. Niente più scatti legati all’anzianità, ma al merito. Anche se non è ancora ben chiaro come si possa tradurre questo in termini concreti.
“Si passa a un sistema di valutazione degli insegnanti innovativo e rivoluzionario per il Paese che finora ha visto la progressione di carriera legata solo all’anzianità”, ha detto il ministro Giannini, confermando che il 70% degli scatti sarà legato al merito.
Tra le novità annunciate anche la riforma della scuola per l’infanzia , che sarà composta di un ciclo unico da 0 a 6 anni, e le detrazioni fiscali per le scuole private, un tema assai dibattuto in questi giorni.

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