Insalata in busta, la replica dei produttori: “Più sicura di quella lavata a casa”

Le “insalate in busta” vengono lavate accuratamente e sono assolutamente sicure per la salute. Così l’Aiipa, l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari per rappresentare le imprese che operano nel cosiddetto settore della IV Gamma (quello dei prodotti vegetali freschi preconfezionati e pronti all’uso), replica per iscritto all’articolo di Consumatrici.it.

 

Le parole dell’avvocato Marler

Nell’articolo venivano riportate le parole dell’avvocato specializzato in intossicazioni alimentari Bill Marler, rimbalzato su tutti i media nazionali, che inseriva l’insalata pronta da mangiare tra gli alimenti a rischio contaminazione.

 

“Più pulita dell’insalata lavata a casa”

Ma l’Aiipa, per bocca del responsabile del settore ‘IV Gamma’ Guido Conforti ribatte: “Sul piano igienico, la qualità e la sicurezza degli ortofrutticoli di IV gamma – tra i quali rientrano le cosiddette ‘insalate in busta’ – vengono preservate attraverso lavaggio e asciugatura accurati. Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che – a differenza del lavaggio domestico – garantiscono un prodotto sicuro e conforme a legge”.

 

 Nuove regole ancora più vincolanti

La nota prosegue: “È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come ‘lavato e pronto al consumo’. (…)Per completezza si aggiunge che lo scorso 13 agosto sono entrate in vigore sul territorio nazionale le nuove regole in materia di produzione, confezionamento e commercializzazione della Quarta Gamma  contenute nella Legge 77/2011. La normativa detta una serie di parametri vincolanti sulla sicurezza alimentare e sulla qualità che devono essere rispettati nel ciclo produttivo e nella distribuzione dei prodotti di Quarta Gamma. Dal 13 agosto, infatti, è scattato l’obbligo per tutti i produttori e per la Distribuzione di garantire il rispetto della catena del freddo a una temperatura uniforme e costantemente inferiore agli 8°C lungo tutto il percorso che va dalle linee di confezionamento ai banchi refrigerati dei punti vendita. Risulta subito evidente il grande vantaggio che deriva da tale misura per una categoria di prodotti che vede nel mantenimento della catena del freddo l’unico vero conservante a tutela di freschezza e qualità”.

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