Giallo sulla morte di Regeni, la polizia egiziana nega le torture e parla di incidente

 Giallo sulle cause della morte dello studente friulano Giulio Regeni al Cairo il cui corpo è stato scoperto in un fosso della periferia della capitale egiziana. Secondo quanto scrive il sito del quotidiano ‘Al Watan’, sul cadavere del giovane italiano vi sarebbero dei “segni di tortura”. Sul corpo – secondo quanto riporta una fonte a conoscenza dei dettagli del caso all’Associated Press – ci sono bruciature e in un primo momento si è detto che il giovane studente friulano è stato torturato.

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Ma secondo la polizia “Non c’è alcun crimine”

Ma Il direttore dell’Amministrazione generale delle indagini di Giza, il generale Khaled Shalabi, ha sostenuto che “non c’è alcun sospetto crimine dietro la morte del giovane italiano Giulio Regeni, il cui corpo è stato ritrovato sulla strada desertica Cairo-Alessandria”: lo riporta il sito egiziano ‘Youm7’.In dichiarazioni esclusive al sito, il generale “ha indicato che le indagini preliminari parlano di un incidente stradale e ha smentito che Regeni “sia stato raggiunto da colpi di arma da fuoco o sia stato accoltellato”.

Un impressionante dispositivo di sicurezza

Un avvocato per la difesa dei diritti umani egiziano, Mohamed Sobhy, la notte scorsa ha riferito sulla sua pagina Facebook che il corpo di Giulio Regeni si trovava nell’obitorio di Zeinhom, nel centro del Cairo, e c’era “un’impressionante dispositivo della Sicurezza nazionale”. Il ministero dell’ “Interno si rifiuta di farmi vedere il corpo” e quindi “non si è sicuri della presenza di ferite sul suo corpo”.

Le ricerche duravano da giorni

La scomparsa al Cairo dello studente friulano Giulio Regeni si èì conclusa con una pessima notizia. Infatti, in un fosso della periferia della capitale egiziana, è stato scoperto un corpo che è ormai certo che è del giovane ucciso in circostanze ancora tutte da chiarire.

Addirittura, secondo quanto scrive il sito del quotidiano “Al Watan”, sul cadavere del giovane italiano vi sarebbero dei “segni di tortura”.

Il giornale egiziano riporta la notizia, riferita ad un fatto avvenuto mercoledì, del ritrovamento – oggi – del “corpo di un giovane uomo di 30 anni, totalmente nudo nella parte inferiore, con tracce di tortura e ferite su tutto il corpo”, nella zona di Hazem Hassan della Città del 6 Ottobre. Proprio quell’estrema periferia della capitale egiziana dove, secondo un’altra fonte, è stato rinvenuto il cadavere di Regeni.

 

Una nota del governo italiano

“Il Governo italiano ha appreso del probabile tragico epilogo della vicenda del nostro connazionale” al Cairo, ha annunciato la Farnesina.

E, anche se ieri sera il ministero degli Esteri italiano fosse ancora in “attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità egiziane”, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso “il profondo cordoglio personale e del Governo ai familiari” che erano giunti al Cairo per seguire le ricerche del giovane friulano scomparso il 25 gennaio.

“Il Governo italiano ha richiesto alle autorità egiziane il massimo impegno per l’accertamento della verità e dello svolgimento dei fatti, anche con l’avvio immediato di un’indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani”, ha fatto sapere il ministero.

Sospesa una missione di aziende italiane in Egitto

L’esito tragico della vicenda del giovane di Fiumicello ha causato la sospensione di una missione di una sessantina di aziende italiane in corso al Cairo e guidata dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

 

Doveva scrivere una tesi sull’economia egiziana

Finora non c’è nessuna ipotesi ufficiale sulla matrice del delitto di cui è stato vittima il dottorando di Cambridge che, da settembre, abitava in un appartamento del Cairo per scrivere una tesi sull’economia egiziana presso l’American University.

 

Si parla anche di una possibile rapina

Visto il luogo del ritrovamento del cadavere è verosimile, ma siamo nel campo delle possibilità, ipotizzare anche l’esito di una rapina andata male. Scarne le informazioni sugli ultimi minuti, poco prima delle 20 di quel lunedì, in cui Regeni era sicuramente vivo, come riportato da alcune fonti: il giovane stava andando a trovare amici per un compleanno (circostanza confermata da un suo amico, Omar Aassad).

E si stava spostando a piedi tra il quartiere di El Dokki, sulla sponda sinistra del Nilo, e il centro che è su quella destra, diretto dalla stazione della metropolitana di Bohoot a quella di Bab Al Louq, circa 5 km in linea d’aria più a ovest, nei pressi di piazza Tahrir. “Siamo sgomenti”, ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando l'”evento tragico, che – ha detto – abbiamo sperato con forza non avesse l’esito che ha avuto”.

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