Petizione contro l’olio di palma: raggiunte 100 mila firme

Petizione contro l’olio di palma nei prodotti alimentari: raggiunte le 100 mila firme in poco più di due mesi, dallo scorso 20 novembre. Lo annuncia Il fatto alimentare che, insieme a Great Italian Food Trade, è tra i promotori dell’appello su Change.org per tutelare, oltre alla salute dei consumatori, anche le foreste tropicali, minacciate dal disboscamento in quelle aree dove si concentrano le coltivazioni da cui l’olio viene derivato.

In Indonesia scomparsi 5 milioni di ettari di foresta

“Per rendersi conto dei motivi che ci hanno spinto ad avviare questa campagna”, scrive Roberto La Pira del Fatto Alimentare, “basta dire che nel giro di pochi decenni l’Indonesia ha perso oltre 5 milioni di ettari di foreste primarie, convertite in monocolture di palme da olio, e oltre 4 milioni ne ha persi la Malesia, con effetti disastrosi sulla biodiversità locale. Prima di diventare un campo agricolo, la foresta fornisce legname, mentre i roghi per la pulizia finale lasciano sul terreno cenere buona per la terra, che abbatte i costi iniziali di concimazione. Purtroppo la richiesta di olio palma è in aumento in tutto il mondo e i territori dedicati alle piantagioni continuano”.

Sei catene di supermercati hanno aderito

Ma qualcosa contro la diffusione di questa richiesta. Online è già disponibile una lista con i primi cento articoli senza olio di palma segnalati dai consumatori. Inoltre, dopo l’avvio della petizione, sei catene della grande distribuzione come Coop, Esselunga, Carrefour, Ikea, Ld discount e Md market hanno sottoscritto l’impegno a trovare ingredienti sostitutivi, e in alcuni casi sono già disponibili prodotti da forno, come biscotti e fette biscottate, da acquistare a prezzi invariati, se non leggermente inferiori. “In particolare la scelta di Carrefour”, aggiunge La Pira, “ha un valore importante perché si tratta di un percorso avviato anche in altri Paesi” essendo la catena francese un operatore ormai di rilievo internazionale.

Via l’ingrediente dalle forniture pubbliche

Poi, alla questione ambientalista, c’è anche una ragione sanitaria per bandire l’olio di palma. “Secondo i nutrizionisti”, spiega il testo della petizione del Fatto Alimentare, “l’assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente può risultare dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi”. Dunque, tra le varie richieste delal campagna, c’è quella di escludere “dalle pubbliche forniture di alimenti che contengano olio di palma” e di inserire l’esclusione da “tutti i capitolati di appalto per l’approvvigionamento delle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali, nonché dei distributori automatici collocati in scuole e pubblici edifici”.

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