Daisy Osakue: ok dei medici, può partecipare agli europei, presi 3 dei lanciatori di uova

Un incubo superato. Daisy Osakue, la discobola azzurra colpita a un occhio da un uovo lanciato da una macchina con tre giovani a bordo a Moncalieri nella notte tra il 29 e il 30 luglio, potrà partecipare agli Europei di atletica, in programma da lunedì prossimo a Berlino. Lo apprende l’Ansa in ambienti sportivi. Daisy ha appena ricevuto l’ok dai medici.

 

Identificati i tre lanciagtori di uova

Sono stati identificati dai carabinieri gli aggressori di Daisy Osakue. Si tratta di tre ragazzi italiani, denunciati per lesioni e omissioni di soccorso. La motivazione del gesto sarebbe riconducibile a mera goliardia.

Non solo “nessun razzismo”, ma “pare che uno dei ‘lanciatori’ sia il figlio di un consigliere comunale del PD!!!”, scrive subito su Fb il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che salta subito su quest’ultima informazione.


Complesse indagini

I tre giovani, residenti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri, sono stati identificati attraverso una complessa attività di indagine, che ha permesso ai militari dell’Arma di individuare la targa del Fiat Doblò da cui è partito l’uovo che ha colpito in pieno volto l’atleta italiana.

L’auto, intestata al padre di uno dei tre giovani, aveva sulla fiancata destra residui di uovo. Accompagnato in caserma, il proprietario ha spiegato che spesso l’auto veniva usata dal figlio 19enne. Quest’ultimo ha confessato almeno sette lanci di uova negli ultimi due mesi e ha fatto il nome dei due amici. Anche loro, convocati in caserma, hanno ammesso le proprie responsabilità.

Rischia gli europei

Daisy Osakue, intanto, come ha detto ieri il presidente del Coni Malagò, rischia ancora gli europei.

Il cortisone che sta assumendo per curare l’occhio può rappresentare, infatti, una sorta di doping.

Ma speriamo che così non sia.

Le notizie del 30 luglio

Ennesima aggressione a una persona di colore. Stavolta è toccato all’atleta italiana, Daisy Osakue, 22 anni. La notizia l’ha data il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, via Facebook. “È stata colpita in piena faccia a Moncalieri, mentre rincasava”, ha scritto il giornalista. Ora – ricoverata in ospedale a Torino – rischia la cornea.

“L’aggressione è stata ‘realizzata’ da un gruppo di giovani. Si tratta di un’atleta nazionale italiana di atletica. È a rischio la sua partecipazione agli Europei di Berlino”.

 

“Volevano colpirmi perché di colore”

“Per fortuna è soltanto una abrasione. Qualche giorno di riposo, qualche goccia e dovrei star bene”: quste le parole di Daisy Osakue, l’atleta della nazionale azzurra colpita nella notte al volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa. Non dovrebbero dunque esserci problemi per la sua partecipazione agli Europei di atletica a Berlino.

“L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me – aggiunge l’atleta – come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore”.

 

Cittadinanza nel 2014

La ragazza, cittadina italiana dall’inverno 2014 e residente a Torino, città in cui è nata, è figlia di una coppia di sportivi nigeriani, padre judoka e madre giocatrice di pallamano. Daisy Osakue ha scelto prima il tennis, che pratica da quando aveva 6 anni, e poi l’atletica (è entrata nella Sisport nel 2008). Nel 2011 ha vinto il titolo cadette nella corsa ad ostacoli e nel 2013 si è qualificata seconda nei 60hs indoor. Con il tempo, ha dimostrato particolare attitudine come lanciatrice del peso e del disco imponendosi a livello nazionale e venendo allenata dell’ex discobola azzurra Maria Marello.

I record agonistici

Nel gennaio 2017 è andata alla Angelo State University, in Texas, segnando la migliore prestazione italiana under 23 nel disco (57.49 ad Abilene, il 24 marzo), superata dopo quasi 39 anni. Un limite portato a 57.64 negli Europei a squadre di Lille, al debutto in nazionale assoluta, e poi a 59,72 il 7 aprile 2018 a San Angelo, allenandosi oltreoceano con il tecnico Nate Janusey.

 

L’Avvenire attacca Salvini

“Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze’ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà”: sono queste le parole del direttore di Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, Marco Tarquinio.

“Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme”, afferma Tarquinio in un editoriale dal titolo “Quel mostro da riconoscere”, che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina “Vergogniamoci” e accanto alla foto di Daisy Osakue.

“Perché quel volto segnato – spiega ancora il quotidiano della Cei -, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua ‘inermità’ e ‘diversità’, ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando. Un volto che presentiamo al mondo e a noi stessi. E che non ci somiglia”.

 

Anni di pensieri cattivi ci portano a questo

“Ma non per il colore, quanto per la ferita odiosa che porta – sottolinea Tarquinio -. Anni di pensieri cattivi e di parole e propagande dure, di crescenti povertà materiali e morali eccitate contro altre povertà stanno producendo bullismi assurdi, atti violenti, assalti folli”.

 

Daisy: Grillo, i media ci portano nel baratro 

 

È Beppe Grillo, invece, che trova modo di coprire le responsabilità del ministro degli Interni, il suo alleato Matteo Salvini, spregiudicatamente scelto dai 5Stelle pur di entrare nella stanza dei bottoni.

“L’indignazione – scrive Grillo su Facebook – di un uovo in faccia, c’è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l’unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora”.

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