Caro funerali: morire è un lusso, costi su del 65%

Pure morire è diventato un lusso a suon di rincari che, dal 2001 a oggi, hanno fatto lievitare del 65% i costi dei funerali costringendo il 40% delle famiglie a rateizzare la spesa. Lo denuncia l’Adoc che, in tema, ha realizzato una propria inchiesta in cui emergono anche altri dati: il costo di una bara può essere anche del 140% più alto rispetto a 14 anni fa mentre, per le cremazioni, una percentuale che oscilla tra il 15 e il 20 per cento delle pompe funebri non rispetta i massimali imposti dai Comuni.

Nel 2015 spese non inferiori a 6 mila euro

Insomma, se già c’è poco per cui stare allegri quando si parla di funerali, l’umore rischia di precipitare ancora di più quando si vedono i costi a cui i congiunti del caro estinto sono sottoposti. Nel complesso, nel 2001 in media si spendevano 3650 per dare l’addio a una persona appena trapassata. Nel 2015, invece, si rischia di non scendere sotto i 6030 euro, sempre secondo l’inchiesta dell’Ado,c e chi muore in una grande città è svantaggiato perché le tariffe si possono alzare fino a 10 mila euro.

La lista dei rincari: solo gli annunci crescono del 100%

Ad aver subito i maggiori incrementi, oltre alle bare, ci sono gli annunci mortuari (+100%, dai 300 euro del 2001 ai 600 del 2015), i fiori per il feretro (+87,5, da 80 a 150 euro) e i cuscini floreali (+80, da 100 a 180 euro). Le lapidi sono cresciute poi del 42,1% mentre per trovare un posto in una tomba o in un loculo al cimitero si deve sborsare il 41,1% in più. Rimangono infine i cosiddetti “servizi vari” (comunicazioni burocratiche, adempimenti di legge, trasporto carro funebre, documentazione per sepoltura, composizione salma, sigillatura feretro) per il quale una famiglia deve affrontare costi cresciuti del 53,3%.

Problemi anche per regole e tariffe cimiteriali

“Oggi anche morire è purtroppo diventato un lusso”, commenta una nota dell’Adoc. “Per quanto riguarda la cremazione, pratica sempre più seguita in quanto meno costosa, per effetto della legge numero 26 del 2001 in Italia viene considerata un servizio pubblico locale sottoposto a un regime di prezzi controllati. La normativa ha fissato il prezzo massimo a 604 euro per il 2015, ma circa il 15-20% delle agenzie opera in modo scorretto, chiedendo prezzi ben al di sopra del massimale imposto dalla legge”. Sempre secondo quanto richiara l’Adoc, ulteriore problema sarebbe rappresentato dalle regole cimiteriali, che alle famiglie richiedono tariffe invariate per periodo di sepoltura sempre più brevi.

Che fare? “Rivolgersi al Comune e chiedere più preventivi”

Che fare allora per scampare il caro funerali? “Consigliamo”, scrive ancora l’associazione, “di rivolgersi al proprio comune o a più agenzie, chiedendo preventivi e poi scegliere. Spesso la delicatezza del momento spinge ad affidarsi alla prima agenzia che capita, ma il rischio è quello di venire gabbati ed essere costretti a spendere molto di più del dovuto”.

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