2.000 tonnellate di falso “extravergine made in Italy” sotto sequestro

Era greco e spagnolo, ma veniva spacciato come italiano al 100%. Si tratta di olio extravergine d’oliva, o così si voleva far credere, che tra la Puglia e la Calabria veniva fatturato come autoctono per un valore complessivo di 13 milioni di euro. Ora, quello che gli investigatori definiscono un “vasto e collaudato sistema di frode” è stato smantellato dall’operazione “Mamma mia”, coordinata dal pm Antonio Savasta della procura di Trani e condotta dall’Ispettorato repressione frodi (Icqrf).

Prodotti falsi certificati dati agli imbottigliatori

Sono 2.000 le tonnellate di olio sequestrato e 8 gli indagati, accusati di frode agroalimentare e di reati fiscali per attività che si riferiscono al 2013 e al 2014. In base alla ricostruzione degli inquirenti, venivano emesse false attestazioni di autenticità dell’extravergine italiano che poi, tramite in giro di triangolazioni con operatori compiacenti anche all’estero, venivano fatte arrivare agli imbottigliatori che procedevano poi al confezionamento e alla distribuzione sul mercato dell’olio.

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