Mattarella giura, Berlusconi c’è, Beppe Grillo no (diretta tv)

Ore 10: comincia il nuovo settennato al Quirinale. Il presidente Mattarella giura poi seguità un discorso “breve e diretto” volto a mettersi subito in sintonia con un’Italia ferita dalla crisi, puntando a tenere viva la “speranza” dei cittadini che le cose possono e devono cambiare.

Qui, su SkyTg24, potete seguire la diretta tv dell’insediamento.

 

Un discorso breve e concreto

Concreto e proiettato al futuro “su cosa si può fare per riconnettere i cittadini alle istituzioni”. Unità nazionale a tutti i livelli, dal primo all’ultimo degli italiani per tentare l’aggancio definitivo alla ripresa, per rendere l’Italia più moderna, competitiva: in una parola veramente europea.

Ci dovrebbe essere tutto questo nel discorso alle Camere (meno di 30 minuti) che Sergio Mattarella ha scritto e limato ieri, per renderlo il più “asciutto” possibile – in queste ore.

 

Il percorso riformatore

Chiuso con i suoi più stretti collaboratori il nuovo presidente della Repubblica sembra voler parlare più con gli atti che con le parole. Certamente il presidente dedicherà una parte del suo intervento alla politica che ha un ruolo essenziale in questa opera di ricucitura del paese e per questo è certo che Mattarella “sosterrà e incoraggerà” il percorso riformatore. ma si tratta di un problema più ampio nella percezione del presidente: l’Italia è veramente “lacerata” nel profondo, nel suo tessuto sociale e i disagi e le tensioni vanno allentati il più rapidamente possibile. “E le risposte non possono essere solo di carattere nazionale”, spiegano i suoi collaboratori.

 

Le risposte europee

Devono essere risposte “europee” per quanto riguarda l’uscita dalla crisi e le strategie ormai inevitabilmente comuni. E addirittura internazionali se si vuole veramente affrontare il problema del terrorismo islamico che Mattarella ha già fatto capire di non sottovalutare.

Poi c’è ancora la politica: in molti leggono come una sorta di apertura alla pacificazione l’invito allargato a tutti i leader dei partiti che permetterà oggi a Silvio Berlusconi di essere al Quirinale, tra i protagonisti della breve cerimonia di insediamento. Il Cavaliere ha preso al volo la mano che gli è stata tesa per un ritorno formale nel palazzo più sacro delle istituzioni dopo gli anni di ruvidi rapporti con Napolitano. e da Forza Italia si accredita una telefonata diretta di Mattarella al Cavaliere. Telefonata che viene smentita da ambienti del Quirinale.

 

Grillo: “Grazie, non vengo”

Il Cavaliere ci sarà, Beppe Grillo no. Ha ringraziato Mattarella per “l’invito”, ma ha scelto di rimanere fuori dalla scena chiedendo un incontro ufficiale per parlare dei temi cari ai Cinque Stelle.

Si dice che Mattarella cercherà anche di spronare i cittadini, di rianimare l’orgoglio nazionale attraverso iniezioni di adrenalina che curino la malattia della rassegnazione, del “tanto non cambia niente”.

 

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La mattinata minuto per minuto

 

Ecco come si svolge, passo passo, questo rituale ormai consacrato nella storia della Repubblica. Il riepilogo è dell’Agenzia Ansa.

 

L’ELETTO PARTE DA CASA

Il presidente della Repubblica viene prelevato dalla sua abitazione (in questo caso la foresteria della Corte costituzionale) in forma privata dal segretario generale della Camera, Lucia Pagano, e accompagnato a Montecitorio a bordo di un’auto della presidenza della Repubblica scortata dai Carabinieri motociclisti.

 

SUONA LA CAMPANA DI MONTECITORIO

La partenza del presidente dalla sua residenza è segnata dalla campana maggiore di Montecitorio, che suona ininterrottamente fino al suo arrivo alla Camera.

 

L’ARRIVO ALLA CAMERA

Il capo dello Stato viene ricevuto dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme. Da lì, dopo un breve passaggio nella sala dei ministri lungo un percorso “punteggiato” da assistenti parlamentari in uniforme di gala, si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi.
In Aula ci sono deputati e senatori, nelle tribune i delegati delle Regioni, i rappresentanti del corpo diplomatico e gli ospiti d’onore.

 

21 SALVE DI CANNONE

Aperta la seduta, il Capo dello Stato si alza in piedi e pronuncia la formula del giuramento che è: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”.

In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone e la campana di Montecitorio torna a suonare.

 

IL MESSAGGIO ALLA NAZIONE

Il presidente della Camera gli cede il posto al centro del banco e invita i grandi elettori a sedersi; dopodichè il capo dello Stato rivolge il suo messaggio alla Nazione. Una curiosità: dal giuramento in poi Mattarella, come Capo dello Stato, non tornerà più a sedersi in un’Aula del Parlamento italiano. Se vorrà assistere ai lavori delle Camere, potrà farlo dalle tribune a lui riservate.

 

SI LASCIA L’AULA

 

Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento in seduta comune viene chiusa ed il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, lascia l’Emiciclo raggiungendo l’atrio di Montecitorio. Dove viene accolto dal presidente del Consiglio e riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori.
Esce da Montecitorio e nella piazza ascolta l’Inno nazionale e passa in rassegna il reparto di onore schierato con bandiera e banda.

 

L’OMAGGIO AL VITTORIANO

 

Subito dopo viene accompagnato dal presidente del Consiglio e dal segretario generale del Quirinale all’Altare della Patria dove rende omaggio al Milite ignoto.

 

VERSO IL QUIRINALE

 

Infine, scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti, Mattarella sale al Quirinale lasciando Piazza Venezia e attraversando Via Cesare Battisti e via IV Novembre a bordo della Lancia Flaminia 335, l’auto decappottabile a sette posti, che per tradizione viene usata solo in due occasioni: per l’elezione e per la parata del 2 giugno. Giunto al Quirinale riceve gli onori militari; al termine, nel Salone dei Corazzieri i discorsi: il saluto del presidente uscente Giorgio Napolitano e, se vorrà farlo, quello del nuovo inquilino del Colle.

Quindi, il rinfresco nel Salone delle feste.

La Panda che tanto ama, a questo punto, dovrà abbandonarla.
 
L’ARRIVO A MONTECITORIO
 
È giunto alle 9.41 all’ingresso principale di Montecitorio a bordo dell’autopresidenziale. Accolto dagli onori dei carabinieri in alta uniforma, dal presidente del consiglio e da una numerosa rappresentanza parlamentare, si è poi trattenuto in un incontro primato con Laura Boldrini, presidente della Camera, e Valeria Fedeli, vicaria al senato. È in questo breve frangente che il capo dello Stato uscente, Giorgio Napolitano, gli ha consegnato il collare di gran croce decorato di gran cordone.
 
L’INGRESSO NELL’EMICICLIO
 
Alle 9.57 l’ingresso di Mattarella nell’emiciclo di Mattarellaa, accolto da un lungo applauso anche di quelle parti, come il Movimento 5 Stelle, che, sabato scorso, durante lo scrutinio, non avevano battuto le mani. Quindi la parola per prima è andata a Laura Boldrini.
 
IL DISCORSO
 
Alle 10 in punto, dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, ecco che inizia il messaggio al parlamento.

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