Paniere Istat 2015, Unione consumatori: “Inflazione falsata”

Il primo commento è quello dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc) che, attraverso il suo segretario, Massimiliano Doma, dice che “non tiene conto del crollo dei consumi”. Il riferimento è al nuovo paniere dell’Istat per il calcolo dell’inflazione i cui “pesi ufficiali non corrispondono ai consumi reali delle famiglie perché non tengono conto della crisi e delle spese in atto”. Colpa di una valutazione falsata delle voci di costo non obbligate, come quelle legate al tempo libero, a scapito di quelle invece imprescindibili, come le utenze.

Le novità del paniere 2015

Eppure, nel paniere dei prezzi al consumo dell’Istat (qui la versione integrale in pdf), qualche novità si registra. Nel 2014, infatti, a registrare un dato positivo sono gli alimenti (pane e pasta) senza glutidine, la cui vendita è aumentata del 32,1 per cento rispetto al 2014. E nell’elenco delle voci sotto osservazione entrano anche il car sharing e il bike sharing, i servizi di condividione di auto e biciclette per chi non ne possiede – o non ne vuole possedere – una propria. Inoltre altra novità sono i costi per il supporto fiscale con cui calcolare gli importi per Imu e Tasi, le tasse sulle abitazioni.

Il boom dei prodotti gluten free

Una maggiore sensibilità alle intolleranze alimentari, ma anche nuove norme, come quella europea sulle etichette alimentari in vigore il 13 ottobre 2014, sarebbero alla base di un exploit che costituisce la vera e propria novità nell’indagine Istat 2015. E che accende un faro su un settore di mercato che vale 237 milioni di euro, secondo dati Coldiretti. Altrettanto positivo è il trend per la diffusione di negozi specializzati, in aumento del del 10 per cento, così come la disponibilità di questo genere di prodotti in punti vendita generalisti.

La struttura dell’indagine

Per quanto riguarda gli altri prodotti e servizi censiti, spiegano dall’Istat, nel calcolo 2015 degli indici dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale e per le famiglie di operai e impiegati rientrano 1.441 voci (6 in meno rispetto al 2014) riunite in 618 categorie rappresentative (4 in più a confronto dell’anno precedente). Tra quelle assenti nel 2014, oltre alle già citate, si aggiungono la birra analcolica e le bevande al distributore automatico. Eliminati invece prodotti tecnologici sempre meno diffusi, come i navigatori satellitari, gli impianti hihi, i registratori DVD e, dal punto di vista dei servizi, i corsi di informatica.

Le critiche di Unione nazionale consumatori

Nonostante questi accorgimenti, tuttavia, l’Unc si mantiene su posizioni critiche. Questo perché eccessivo peso viene attribuito a servizi ricettivi e di ristorazione e lo stesso accade con l’abbigliamento e calzature. Sottostimate invece spese come quelle per abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Questa disparità si traduce, sempre secondo l’Unione nazionale consumatori, in un fatto: il calcolo dell’inflazione sarò falsato per tutto il 2015.

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