Bollette 28 giorni addio: per telefoni e pay tv si torna a quelle mensili

Significativa novità approvata alla Camera nel decreto legge su disposizioni urgenti in materia finanziaria (meglio noto come decreto fiscale). La novità più importante per consumatrici e consumatori è rappresentata dal divieto imposto a compagnie telefoniche e pay tv (segnatamente Sky che era partita il 1° ottobre scorso) di applicare la fatturazione a 28 giorni anziché mensile. Questa pratica era stata contestata fin dal primissimo insorgere da Consumatrici.it, anche con un reclamo all’Antitrust, che non è fatta viva, mentre l’Autorità Garante delle Comunicazioni l’aveva criticata duramente.

Devono ricominciare con le bollette mensili

Gli operatori dovranno pertanto adeguarsi alla norma e riprendere la fatturazione mensile o per multipli del mese (per esempio trimestrale) per tutti gli abbonamenti annuali.

L’unica eccezione sono le promozioni

Fanno eccezione esclusivamente i servizi promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile.

La fatturazione a 28 giorni non è più possibile e deve pertanto essere corretta da tutti gli operatori, pena l’applicazione di sanzioni e l’obbligo di indennizzare i clienti.

 

120 giorni di tempo per le azienda

La legge ha dato agli operatori 120 giorni di tempo alle aziende di telecomunicazione per adeguarsi. In caso contrario, una volta decorso tale termine,  saranno comminate le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche, sanzioni che vanno da un minimo di 240.000 euro a un massimo di 5 milioni.

Inoltre gli operatori che non si adegueranno, dovranno rimborsare ai clienti destinatari della bolletta irregolare, 50 euro forfettari oltre 1 euro per ogni giorno di ritardo

Sarà l’Agcom a vigilare sul rispetto delle nuove norme da parte degli operatori e comminerà le sanzioni in caso di inadempimento.

 

Le notizie del 19 novembre

È stata annunciata ufficialmente – nella mattinata del 17 novembre – con una conferenza stampa congiunta, alla presenza di Adiconsum e delle altre Associazioni consumatori, l’approvazione dell’emendamento, a firma dell’onorevole Alessia Morani (nella foto in apertura) e del senatore Stefano Esposito (che vedete qui sotto), inserito nel Decreto fiscale, sull’abolizione delle fatturazioni a 28 giorni, emesse dagli operatori di telefonia fissa e mobile e della pay-tv.

È la prima volta che la politica risponde ad una richiesta di modifica di una norma primaria avanzata dalle Associazioni Consumatori – dichiara Carlo De Masi (nella foto in basso) – Ci auguriamo che la sinergia trovata sia il punto di partenza di un nuovo rapporto tra consumatori e Parlamento/Esecutivo”.

Le aziende tornino indietro prima dei 120 giorni

 

“Vigileremo perché le aziende rispettino la norma di legge, auspicando invero che le stesse si adeguino prima dei 120 giorni loro concessi – afferma Mauro Vergari, Responsabile Nuove tecnologie di Adiconsum – Invitiamo i consumatori a continuare a segnalarci le eventuali problematiche riscontrate per poterle segnalare all’Autorità competente.

Come Adiconsum, continueremo a lavorare per ottenere la modifica dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni elettroniche – conclude De Masi – che, di fatto, consente solo all’operatore di variare unilateralmente le condizioni contrattuali. Nel momento, infatti, in cui tutti gli operatori operano le stesse modifiche nei contratti, a nulla vale la possibilità del consumatore di recedere dal contratto senza costi e cambiare gestore!

“Modificare l’aticolo 70 del Codice delle cmunicazioni elettroniche”

È dall’art. 70 che è scaturita la vicenda delle bollette a 28 giorni e altre ne potrebbero scaturire a sfavore dei consumatori. Serve una norma che garantisca la certezza degli impegni contrattuali per tutta la durata del contratto. Ciò farebbe risalire anche la fiducia dei consumatori nelle imprese che è, ormai, ai minimi storici.

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