“È tempo di terme, ma attenzione ai bluff”

L’inverno è ormai alle porte. La stagione più fredda dell’anno porta con sé l’inizio di dolori articolari, raffreddori e malanni muscolari. Non è un caso che negli ultimi anni si sia sviluppata prepotentemente la cultura della Spa. I centri di benessere sono ormai una meta fissa da parte della popolazione italiana. Ne traggono beneficio e vantaggio tutti, dai più anziani ai più giovani.

Grazie all’intervento di Ambrogio Valentini, manager di Fitness Spa Terme Pompeo (struttura d’élite a Ferentino, in provincia di Frosinone), ci siamo fatti spiegare il potere terapeutico dell’acqua termale e delle tendenze in atto nel settore, ma soprattutto, dell’importanza dell’azione combinata di esercizio fisico abbinato alle cure delle acque termali.

Quali sono i centri benessere che possono realmente disporre del titolo di “acque termali”?
È molto opportuna questa domanda perché molti centri benessere si fregiano di disporre di una zona termale solamente perché al loro interno possiedono una zona umida, ma ciò non significa affatto essere in possesso di una zona termale. Per acque termali infatti, si intendono quelle acque che hanno proprietà terapeutiche riconosciute dal ministero della Salute. Sul territorio nazionale sono presenti 390 aziende termali, distribuite su 185 località differenti, la maggior parte delle quali site nel centro nord ad eccezione della Campania. Le altre sono nel Lazio, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Toscana.

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A quale clientela si rivolgono maggiormente?
La clientela inizialmente stabilita era quella, chiaramente, della terza età. È normale che persone più avanti con gli anni possano avere più disturbi di carattere osteoarticolare. È un dato evidente però come negli ultimi anni, anche a seguito di una differenziazione della richiesta, le strutture termali abbiano dovuto diversificarsi per offrire maggiori opportunità a seconda delle fasce di età che le richiedevano. Non c’è più una clientela solo di persone over 60, ma c’è una distribuzione dell’età che è a dir poco eterogenea.

È per questo che c’è stata questa “trasformazione”?
Esattamente. Le località termali si sono trasformate in centri polivalenti e creatori di possibilità di armonia e prevenzione medica. La domanda dei servizi legati al benessere quindi è stata in forte crescita e proveniente da una fascia di utenza sempre più vasta. Si è passati da un “termalismo assistito” concentrato solo ed esclusivamente sulla cura intesa come erogazione del servizio sanitario nazionale, a una vera e propria inversione di tendenza rispetto alla fine degli anni Ottanta, con una fase di “Termalismo e benessere” che apre le porte al cosiddetto turismo della salute che coinvolge tutte le fasce di età.

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Quali sono le principali interazioni tra cure termali e fitness?
È fondamentale sottolineare come l’attività motoria enfatizzi le proprietà terapeutiche delle acque termali, permettendo ai benefici che ne conseguono di perdurare nel tempo. Le relazioni tra cure termali e fitness sono molteplici e hanno diverse sfaccettature. È opportuno fare qualche esempio pratico: la stragrande maggioranza delle persone che usufruisce dei servizi dei centri Spa è chi soffre di osteoporosi e disturbi muscolo-scheletrici. Per questi soggetti associare le cure balneoterapiche in acqua sulfurea o la fangoterapia termale a una ginnastica di tipo posturale permette di ottenere benefici maggiori sulla mobilità articolare e sulla colonna vertebrale. Idem dicasi per chi usufruisce delle cure per l’apparato respiratorio e associa una ginnastica di tipo respiratorio. Ma gli esempi potrebbero essere moltissimi e di diverso carattere…

Le problematiche che possono essere trattate quindi sono…
Tutte le patologie legate all’apparato locomotore o alla colonna, come le discopatie, l’osteoporosi, cervicoartrosi, periartriti; le patologie dell’apparato respiratorio e gli inestetismi della pelle, come la cellulite.

Cure termali e fitness quindi un’accoppiata vincente?
Senza alcun dubbio. Con l’aumento dei ritmi di vita e continui sollecitamenti muscolari il miglioramento della qualità di vita è diventato un bisogno non solo necessario, ma primario. La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha ridefinito il termine di “salute” come “uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale”. Non è proprio della nuova generazione il giovane che non abbia bisogno o necessità di raggiungere un equilibrio psicofisico. Ne consegue che i benefici, anche se diversi, sono molteplici anche per le persone sane e giovani. Con ciò non bisogna dimenticare un fine troppo spesso dimenticato, ancorché primario, di queste cure termali che è quello preventivo.

“Primum non nocere”, diceva Ippocrate. Gia, prevenire è meglio che curare.

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