La morte di Pasolini è un’occasione persa per l’evoluzione della specie (video)

Ieri sera ho rivisto il Decameron. Di Pasolini, ovviamente. Confesso, è stata una scoperta. Da lavoratrice della cultura avrei dovuto da tempo dire con convinzione: “Ah, il Decameron! Un capolavoro!”.

Invece ne avevo un’idea razionale e non emotiva. Quando uscì al cinema ero troppo giovane per apprezzarlo. Lo rividi poi in qualche programmazione d’essai e me ne rimase un’impressione di nordica ignorante, che non comprendeva il napoletano: mi feci deviare da questa non comprensione, lo vidi con devozione per l’autore, ma non di più.

Ora che l’ho rivisto incontrandolo per caso in televisione, comprendendo le parole – che so non essere essenziali in questo caso, ma per me importanti – posso dire, scoprendo la mia personale acqua calda, che il Decameron è davvero un capolavoro.

Ambienti meravigliosi, facce scovate in un’umanità che sta più in là del realismo, nudi di uomini e donne adulti, carichi della bellezza e delle imperfezioni della normalità, totalmente privi di erotismo pruriginoso e solo pieni dell’ ingenuità della natura.

La stessa ingenuità degli spudorati sorrisi con un solo dente o delle menti popolari che credono che possa esistete una donna cavalla, sole se… le attacchi bene la coda! E il gesto del dove e come si attacca la coda è molto esplicito!

Mi tengo quei luoghi, quelle voci, quelle facce, quel divertimento nel cuore e nel cervello come insegnamento di che cosa vuol dire fare un film che non ha bisogno di conti con il tempo, come il quadro di un artista. Come dire: non è che uno vede un Caravaggio e dice: “Per essere stato dipinto nel Seicento, è sempre attuale”.

Caravaggio è Caravaggio nei secoli. Il Decameron è Pasolini e finita lì, lo sarà per sempre. È un’opera che rimane indeformabile e si ripete, indelebile dal tempo e sempre ricca di scoperte e di valore artistico.

Se ne deduce che chi ha voluto la morte di Pasolini non ha solo ucciso una persona, non ha solo ammazzato un genio, ma ha cancellato ciò che quest’uomo avrebbe potuto ancora fare, un pezzo di cultura e di miglioramento del futuro che non ci sarà mai. Ha compiuto un crimine contro un bene dell’umanità, come i talebani che hanno fatto saltare le statue dei Buddha in Afghanistan.

La morte di Pasolini, avvenuta il 2 novembre di quarant’anni fa, è stata un’occasione persa per l’evoluzione della specie.

 

Ecco un video di quasi dieci minuti con Ninetto Davoli dal Decameron.

 

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