Venezia: anche Elisa Sednaoui a piedi nudi in spiaggia, documentario sulla Joplin (video)

Il primo vero appuntamento del Festival di Venezia è l’incontro della madrina con i fotografi sulla spiaggia del Lido. Quest’anno la passeggiata a piedi nudi sulla riva del mare è toccata alla bella Elisa Sednaoui. Prima di lei, al Lido si sono alternate – negli anni scorsi – moltre attrici e top model. Luisa Ranieri, Eva Riccobono e Kasia Smutniak sono le ultime tre madrine che hanno realizzato in spiaggia il primo photocall di rito. Abito rigorosamente lungo, sorriso smagliante e piedi in acqua.

Elisa Sednaoui aprirà oggi il Festival, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intanto i più attesi in laguna sono Johnny Depp e Vasco Rossi.

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La Sednaoui all’apertura e alla chiusura

L’attrice Elisa Sednaoui sarà la madrina delle serate di apertura e di chiusura del 72° Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà al Lido da oggi, mercoledì 2 settembre, fino al 12 del mese, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta (nella foto qui sotto la Sednaoui, assieme al direttore della Mostra, come ufficialmente si chiama il Festivall della città lagunare).

 

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Chi è Elisa, la nuova madrina di Venezia

Elisa Sednaoui è nata in Italia nel 1987 (Bra), è cresciuta tra Egitto, Italia e Francia. Dopo essersi affermata come modella internazionale, ha debuttato nel cinema nel 2010 nel ruolo femminile principale di Indigène d’Eurasie (Eastern Drift) del regista lituano Sharunas Bartas, presentato al Forum del Festival di Berlino.

Ha avuto poi il ruolo femminile principale in Bus Palladium (2010) di Christopher Thompson, film nominato ai César. Ha partecipato quindi a L’amour dure trois ans (2012) diretto da Frédéric Beigbeder, e a La leggenda di Kaspar Hauser (2012) di Davide Manuli, con Vincent Gallo, Fabrizio Gifuni e Claudia Gerini, film presentato al Festival di Rotterdam.

Nel 2013 ha partecipato a Les Gamins di Anthony Marciano, nonché a Libertador di Alberto Arvelo con Edgar Ramirez, Maria Valverde e Danny

Nelle sale italiane arriverà il prossimo 15 settembre e 6 giorni prima, il 9 settembre, sarà presentato fuori concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che apre domani.

 

Il documentario su Janis Joplin

Nelle sale italiane arriverà il prossimo 15 settembre e 6 giorni prima, il 9 settembre, sarà presentato fuori concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Si tratta del documentario “Janis” della regista Amy Berg, già candidata all’Oscar con “Deliver Us from evil” del 2006, storia di un sacerdote pedofilo. Questa volta, invece, al centro del film che dura 115 minuti c’è Janis Joplin, la leggenda della musica scomparsa a 27 anni il 4 ottobre 1970 ed entrata così a far parte del club che riunisce personaggi come Jimi Hendrix, stroncato 2 settimane prima di lei, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse, accomunati tutti dallo stesso elemento, l’età in cui morirono.

 

“Icona che ha aperto la strada alle donne”

Amy Berg, nel parlare della sua opera, ha detto che “Janis Joplin è stata un’icona del rock incredibile che ha aperto la strada a generazioni di donne a venire”. E nel film ne racconta gli aspetti luminosi, la carriera, ma anche quelli più bui, come la dipendenza, la bottiglia di whisky Southern Comfort sempre in mano. La voce di Janis sarà quella di un’altra musicista, Cat Power (al secolo Chan Marshall), e la sentirà leggere lettere scritte ai parenti, agli amici e agli amanti, con cui ebbe storie tormentate. E Janis la si rivedrà nei momenti apicali della sua carriera, tra cui il festival di Monterey (nel video sopra) e Woodstock.

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