Piazza Affari rosso spinto: Mps perde il 16%

Finisce male la giornata per la borsa di Milano. Piazza Affari chiude in pesante perdita. Il Ftse Mib cede il 2,76% a 16.098 punti, appesantito dall’andamento negativo delle banche.

Sotto pressione Mps, che ha perso il 16%. Seguono Bper (-12%), Banco (-10%), Bpm (-10%).

Male anche le borse europee, maglia nera Milano

Chiusura in rosso anche per le piazze europee, trascinate in basso dal comparto bancario, che nel Vecchio continente ha perso il 3,1%. Maglia nera è Milano, con il Ftse mib a 2,76% a 16.098 punti, seguita da Madrid (-2,7% a 8.277 punti). In perdita anche Francoforte, che ha chiuso scendendo dell’1,8% a 10.144 punti, Parigi (-1,84% a 4.327 punti) e Londra (-0,73% a 6.645 punti).

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Martedì nero in Piazza Affari

Prosegue il martedì nero a Piazza Affari, dove le banche vedono in crollo i loro titoli. Proseguono infatti le vendite su Mps, tornata nel mirino degli investitori (-6,7%), davanti a Bper (-6,1%) e Unipol (-5,8%). Sospeso il Banco Popolare mentre Unicredit riduce le perdite (-3,5%) rispetto ai minimi segnati in mattinata. Vanno male anche Cnh Industrial (-4,35%), UnipolSai (-4%), Moncler (-3,97%) e Saipem (-3,69%).

Il punto alle 10 del mattino

Martedì molto pesante alla Borsa di Milano. Alle 10 non si arresta la caduta di Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che scivola del 2,1% trascinato dalle vendite sul comparto bancario. Sono cinque i titoli sospesi: Mps, Unipol, Banco Popolare, Bper e Ubi Banca mentre Unicredit, tornata agli scambi dopo una sospensione, perde il 6%.

 

Pioggia di vendite per Mps

Piovono vendite su Mps, che rientra agli scambi dopo essere rimasta a lungo in asta di volatilità. L’istituto senese, dopo la tregua di ieri, torna ad esser bersagliato dagli investitori e cede l’8,03% a 0,28 euro, sui timori per la difficoltà di esecuzione del piano messo a punto dall’amministratore, Fabrizio Viola. La banca è il peggior titolo del Ftse Mib davanti a Unicredit (-6,6%) mentre proseguono le vendite su tutto il comparto.

L’avvio di seduta subito negativo

Avvio di seduta negativo per le Borse europee appesantite dal calo del petrolio, che si riflette sul comparto dell’energia, e dalle vendite sulle banche, che proseguono per il secondo giorno dopo gli stress test di venerdì scorso.

Sugli istituti di credito si fa sentire anche il taglio degli obiettivi di utile da parte di Commerzbank (-4,4%). Milano indossa ancora una volta la maglia nera tra le Borse europee, davanti a Madrid (-1,33%), Parigi (-0,87%), Francoforte (-0,58%) e Londra (-0,4%).

Il duello Monti-Renzi

Continua anche la sfida a distanza tra l’ex presidente del Consiglio, Mario Monti, e Matteo Renzi.

Il professore attacca oggi il premier sul Corirere della Sera, dicendo: “Tra il 2011 e il 2013 il sistema bancario, con l’eccezione (affrontata) di Mps, non presentava problemi e non chiedeva aiuti. Attribuire le attuali difficoltà ai precedenti governi distorce la realtà”.

È questo il passaggio-chiave di una lettera con cui Monti dice replica all’intervista di Renzi di ieri a Repubblica. “Se l’avessimo sostenuto il sistema bancario con fondi dello Stato – spiega Monti – , avremmo aggravato la già precaria situazione dello Stato medesimo, con il probabile default”. Attese repliche.

 

Il premier: “Le banche italiane non sono un problema per l’Ue”

Renzi interviene, ma indirettamente, sulla questione banche.

“Penso che gli stress test abbiano mostrato che le banche italiane non sono il problema del sistema europeo. Questa è la vera novità”: afferma il premier, intervistato da Cnbc. “Negli ultimi 12 mesi ogni giorno si diceva che il problema erano le banche italiane e noi replicavamo che non era vero. Alla fine gli stress test mostrano la realtà: abbiamo la migliore banca europea, Intesa Sanpaolo, e quattro istituti su cinque sono in una buona situazione. Il problema è Mps, per la quale abbiamo lavorato con forza a una soluzione di mercato. Perciò sono soddisfatto del risultato”.

 

L’esito pesante degli stress test: InstesaSanpaolo è la migliore

È stato reso noto ieri sera, non a caso alla vigilia di un week end con le borse chiuse, l’esito dello stress test a cui sono state sottoposte 51 banche europee. Tre delle cinque banche italiane passano agevolmente gli stress test europei e si tratta di Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Popolare (di cui si era detto male, ma i fatti hanno smentito le fosche previsioni). Ma Unicredit e Mps sono fra i 10 peggiori istituti bancari d’Europa.

a-bancheeuropee Difficilissima situazione di Monte Paschi

E il Monte Paschi riceve la stangata più forte fra tutti gli istituti del Continente, un crollo a -2,44% del coefficiente patrimoniale CET1 che azzera il capitale nello scenario avverso e spiega le fortissime tensioni degli ultimi mesi, prima dell’aumento di capitale e della maxi-cessione di crediti cattivi annunciati ieri per correre ai ripari extremis.

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La soddisfazione di Intesa Sanpaolo

“Il risultato degli stress test rappresenta un passaggio rilevante per Intesa Sanpaolo: siamo i più forti in Europa tra le grandi banche in termini di solidità patrimoniale ed i nostri coefficienti superano ampiamente le richieste dei regolatori, anche nello scenario più avverso”: qiesto il commento di Carlo Messina (nella foto sopra), Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, dopo l’esito degli stress test.

Notizie negative dall’Irlanda

Fra le 51 banche esaminate dall’Autorità bancaria europea, l’irlandese Royal Bank of Scotland e la Allied Irish Bank escono con parecchi danni, un capitale di miglior qualità (il CET1, appunto) praticamente dimezzato e poco sopra il 7%.

Meglio del temuto Deutsche Bank

Deutsche Bank, che pure non subisce il tracollo che qualcuno ipotizzava e non vede una stangata sui derivati e sui rischi di mercato, va al 7,80% nello scenario peggiore ipotizzato dall’Eba: capitale penalizzato, ma in miglioramento dal 7% del 2014.

Miglioramento anche nello scenario di base, al 12,1% dal 10,5%.

Ma il Monte dei Paschi di Siena, dopo l’estenuante trattativa europea e lo sblocco sfociato nella soluzione di mercato ufficializzata ieri, che esclude l’intervento pubblico, riceve un vero e proprio schiaffo: il capitale CET1 è azzerato crolla sottozero, a -2,44% nello scenario avverso, per il quale nei test del 2015 era prevista una soglia minima del 5,5% sotto la quale scattava la cura della Bce da approntare immediatamente.

Unicredit sta un po’ meglio di Mps

Situazione  diversa per Unicredit, che nello scenario avverso è al 7,10%, ma si colloca comunque al quarto peggior posto fra i 51 istituti europei per capitale su base transitoria, e alla sesta peggiore nello scenario avverso.

Con un occhio molto attento all’apertura della borsa lunedì l’istituto, che ha appena nominato alla guida Jean Pierre Mustier, fa sapere che valuterà “se siano necessarie ulteriori misure o modifiche del piano di capitale”.

Bene IntesaSanPaolo, Ubi e Banco popolare

Dai numeri dell’Eba esce in buona salute Intesa Sanpaolo, che rispetterebbe le condizioni della vigilanza anche nello scenario avverso 10,21% di CEt1) e a maggior ragione in quello base (12,80%).

Se la cava bene, a sorpresa dopo recenti e discusse indiscrezioni, il Banco popolare (9,05% nello scenario avverso). Tiene bene Ubi (8,85% nello scenario peggiore).

Via libera all’aumento di Capitale Mps
Intanto, via libera all’aumento di capitale da 5 miliardi di Mps. Lo si legge nel piano approvato dalla banca. Il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale da 5 miliardi di Mps è stato firmato ed è condizionato al buon esito del deconsolidamento degli Npl e dell’attività di pre-marketing.

Lo annuncia la banca senese, precisando che le banche che interverranno sono JpMorgan e Mediobanca (Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners) e Santander, Bofa Merrill Lynch, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs (Co-Global Coordinators e Joint Bookrunners).

Quali sono le banche italiane prese in esame: le notizie del 29 luglio

Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi, Banco Popolare e Mps sono le 5 banche italiane prese in esame dall’Eba (European banking authority) per lo stress test a cui sono stati sottoposti 53 istituti del continente. I risultati sono attesi per le 22 di oggi, venerdì 29 luglio, quando si saprà quanto le italiane, a partire da Monte dei Paschi di Siena, siano solide.

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Le conseguenze temute

Nei fatti, qualsiasi sia l’esito, non ci saranno conseguenze pratiche da parte dell’Authority, ma temuta sarà la reazione dei mercati. Anche per questo i risultati vengono resti pubblici a borse chiuse per evitare contraccolpi immediati. C’è poi un altro fattore che potrebbe avere ripercussioni: la mossa che la Bce potrebbe compiere in tema di capitalizzazione ed eventualmente di ricapitalizzazione.

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Le altre banche a rischio

Secondo anticipazioni dei giorni scorsi del Sole 24 Ore e del Messaggero, Mps rischia la bocciatura mentre dovrebbero cavarsela Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi e Banco Popolare. A livello europeo, invece, preoccupazioni sono state espresse per l’istituto spagnolo Santander, la londinese Barclays, la francese Bnp Paribas e, in particolare, per la tedesca Deutsche Bank.

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