LA PSICOLOGA – Mio figlio vuole andare in vacanza da solo, glielo permetto?

Gentile Dottoressa,
sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che non ci ha mai creato grossi problemi, bravo a scuola e rispettoso nei nostri confronti e degli adulti in generale. Quest’anno però, in vista delle vacanze estive, che noi abbiamo sempre trascorso tutti insieme, ci ha detto che si annoia a venire con noi e che vorrebbe andare in campeggio con i suoi amici.
Mio marito sostiene che è giusto dargli questa possibilità, mentre io sono un po’ titubante perché non è ancora maggiorenne e desidererei che, almeno per quest’anno, venisse ancora con noi.
Come ci dobbiamo comportare?
Teresa, Forlì

Gentilissima Teresa,
accettare che un figlio stia crescendo e che desideri fare le proprie esperienze in autonomia, è difficile, ma arriva il tempo in cui loro stessi lo chiedono e la loro richiesta non può non venire ascoltata. Inoltre, il desiderio dei genitori di godersi almeno in vacanza la propria famiglia è spesso in contrasto con il desiderio dei ragazzi: starsene, almeno in vacanza, per conto proprio.

Le vacanze sono un momento in cui si ricercano situazioni piacevoli e divertenti; può accadere che ciò che per il genitore può essere tale, non lo sia per il figlio o viceversa, arrivando così a creare tensioni e malcontenti tali da rendere quella vacanza un’esperienza da dimenticare.

Magari voi preferite svegliarvi presto al mattino per sfruttare l’intera giornata e coricarvi stanchi la sera, proprio nel momento invece in cui vostro figlio è interessato a uscire e forse è poco propenso a mettersi in attività presto al mattino. I vostri tempi, oltre alle proposte, potrebbero non essere gli stessi.

Allora come convincere qualcuno che non è più un bambino a seguire i propri genitori, oppure come spiegargli che non è facile, per un genitore, lasciarlo solo a casa o permettergli di fare un viaggio da solo con i suoi amici?

Se ci tenete che venga con voi

Se veramente ci tenete che venga con voi, spiegategli che la vostra richiesta non è mossa da apprensione, ma avete sinceramente piacere di trascorrere questa vacanza con lui.

La meta è fondamentale nella scelta e va concordata insieme: deve essere un luogo che attiri l’interesse del ragazzo e nel quale possa trovare attività da svolgere e coetanei con cui relazionarsi, magari attraverso attività sportive o altro che catturi la sua attenzione e che possa lasciargli i suoi spazi di autonomia senza la frequentazione costante con voi genitori.

È assolutamente controproducente insistere a fargli svolgere attività che non partano da lui. Se avete amici con figli coetanei al vostro, perché non valutate una vacanza insieme, oppure portate con voi un amico di vostro figlio?

Se gli permettete di andare con gli amici

Quando un figlio parte per la prima volta da solo, la preoccupazione che sentiamo, oltre ai pericoli a cui potrà andare incontro, riguarda il distacco che si sta creando tra lui e voi e la consapevolezza che vostro figlio non è più un bambino da accudire. D’altronde, se vostro figlio manifesta il desiderio di andare in vacanza da solo, vi sta comunicando che vuole provare a cavarsela in modo autonomo.

La vacanza senza genitori rappresenta per i ragazzi prima di tutto una prova con sé stessi, che va oltre i desideri superficiali del sentirsi libero di decidere dove andare, cosa mangiare, a che ora dormire, eccetera; lontani da casa i ragazzi mettono in campo una capacità di adattamento, organizzazione e responsabilità che non sempre mostrano in famiglia.

Siete pur sempre i genitori, quindi concordate insieme il budget da destinare alle vacanze e stabilite quando e come sentirvi (telefonate, sms, whatsapp), così da non andare in ansia e chiamarlo in momenti non graditi o inopportuni.

Le vacanze senza figli possono anche essere l’occasione per riscoprirvi come coppia coniugale, per ritrovare la complicità che vi permette di essere genitori in sintonia e di sopportare meglio quel senso di abbandono che gli adolescenti infliggono quando si distaccano dal nido familiare.

La dottoressa Cristina Pavia è psicologa presso il proprio studio in Bologna e counselor nelle scuole secondarie di primo grado.
Il suo sito internet è cristinapavia.net.
Potete inviarle i vostri quesiti a redazione@consumatrici.it.

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