Jobs Act: è ufficiale la libertà di “demansionare”

Un altro pezzo delle tutele del lavoro se n’è andato, dopo l’abrogazione dell’articolo 18 e la possibilità di “spiare” cosa fanno i lavoratori attraverso i dispositivi elettronici a loro disposizione. È accaduto con le nuove norme frutto del Jobs Act sul demansionamento. Norme che, recepite dal codice civile, prevedono che il datore di lavoro può in autonomia e unilateralmente cambiare le mansioni di un dipendente. Per farlo non c’è più necessità di accordi sindacali o di contratti collettivi.

Il nuovo articolo del codice civile

Se infatti il lavoratore, in caso di riorganizzazione aziendale, non per forza deve essere abito a nuove mansioni “equivalenti” a quelle per le quali è stato assunto, il datore di lavoro ha dalla sua la nuova formulazione dell’articolo 2013 del codice civile. Qui si specifica che, “in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purché rientranti nella medesima categoria legale”.

Pochissimi i limiti del datore di lavoro

Lo può fare anche se chi andrà a ricoprire il nuovo ruolo non ha la formazione necessaria (e non è necessario formarlo) e pochissimi sono i vincoli per chi decide di demansionare un dipendente: tra questi lo spostamento può avvenire solo all’interno della categoria (dirigente, quadro, impiegato, operaio), deve comunicarlo per iscritto e non può andare a toccare lo stipendio, il cui livello deve rimanere immutato a meno che non ci fossero “elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento”.

Previsto lo spostamento anche verso altre sedi

Il che significa, in sostanza, che rimborsi o indennità versati per il precedente incarico spariscono quando subentra quello nuovo. Infine non è necessario che sia conservata nemmeno la sede del lavoro, al momento del cambio di incarico. Se infatti esistono per l’azienda “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”, il lavoratore può essere trasferito senza troppo problemi, se non i limiti descritti poche righe sopra.

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