Tiangong 1 disintegrata sul Pacifico, scampato pericolo

La tanto temuta stazione spaziale cinese Tiangong 1 è rientrata – la notte scorsa – sull’oceano Pacifico, disintegrandosi al contatto con l’atmosfera terrestre. Lo rende noto il Joint Force Space Component Command (Jfscc) del Comando strategico degli Stati Uniti.

Il rientro nell’atmosfera della Tiangong 1 è avvenuto alle 2,16 italiane sul Pacifico meridionale, secondo i dati rilevati dalla rete di Sorveglianza spaziale che fa capo al Comando strategico Usa e grazie al coordinamento con la sorveglianza attiva in altri Paesi, come l’Italia, accanto a Canada, Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud.

In orbita per 2.375 giorni e 21 ore

La prima stazione spaziale cinese ha concluso così la sua storia, dopo avere trascorso in orbita 2.375 giorni e 21 ore.

 

L’attesa del 1° aprile

Il tanto temuto impatto con la Terra della stazione spaziale cinese Tiangong 1 per ora è rinviato. La Pasqua passerà senza preoccupazioni provenienti dallo spazio.

“Il satellite ha rallentato la corsa nelle ultime ore, abbiamo avuto la previsione di rientro in atmosfera per il 1 aprile alle 22,34 utc (Universal time) ovvero alle 00,34 del 2 aprile ora italiana. C’è una finestra di incertezza che va da 5 a 10 ore”, ha spiegato il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, a proposito della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nel corso di una conferenza stampa presso il Dipartimento della Protezione civile a Roma.

4 finestre previste per l’Italia

Le orbite previste sull’Italia hanno 4 finestre di caduta possibili: una prima opportunità di passaggio è tra le 4,25 e le ore 4.55 del 2 aprile ora italiana; la seconda finestra si colloca tra le ore 5,58 e le 6,28 del 2 aprile; la terza è tra le ore 7,30 e le ore 8; la quarta tra le 9,02 e le 9,32 su diverse porzioni del territorio italiano.

Dei frammenti potrebbero cadere sull’italia

“Non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti” della stazione spaziale cinese Tiangong-1 cadano sull’Italia.

Secondo la Protezione vicile la possibilità è dello 0,2%. La previsione di rientro sulla Terra del satellite è stimata per il 1° aprile, domenica di Pasqua, alle 11.26 (ora italiana), con una finestra di incertezza di circa 12 ore.

Secondo le stime le regioni potenzialmente coinvolte sono Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

 

Le notizie del 29 marzo

La stazione spaziale cinese Tiangong1 ha cominciato a ruotare un po’ più rapidamente, ma ancora noncosì tanto da costringere a rivedere le stime per il rientro, che continuano a indicare come data probabile intorno a mezzogiorno del primo aprile, con una tolleranza di più o meno un giorno.

La stimaè  confermata anche dalle prime previsioni ufficiali del sistema di sorveglianza spaziale americano, lo Joint Space Operations Center (JSpOC) del Comando Strategico USA (USSTRATCOM).

Un giro completo ogni 2,40 minuti

“Adesso la stazione Tiangong 1 compie un giro completo ogni 2,40 minuti”, ha detto all’Agenzia Ansa Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr).

“Per il resto – ha proseguito l’esperto – non ci sono particolari novità: le condizioni dell’atmosfera e quelle del campo geomagnetico terrestre hanno continuato a essere tranquille nelle ultime 48 ore e non ha subito variazioni nemmeno il modo in cui il veicolo è orientato nello spazio”.

 

Poche probabilità che cada sull’Italia: le notizie del 28 marzo

Ci sono pochissime probabilità che la stazione spaziale cinese cada sull’Italia, come si era detto nei giorni scorsi.

“Quella prevista per il rientro non è una finestra fissa, ma viene aggiornata continuamente e diventerà sempre più piccola”, ha dichiarato all’Agenzia Ansa Ettore Perozzi, che con Claudio Portelli lavora nell’ufficio dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sulla consapevolezza dello spazio.

Rispetto alla sua quota iniziale di 360 chilometri, la stazione Tiangong 1 si era abbassata a 250 chilometri il primo marzo scorso e negli ultimi 23 giorni è scesa di altri 30 chilometri, fino agli attuali 220.

 

Alle 10,25 della domenica di Pasqua

Attualmente il rientro della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nell’atmosfera terrestre, la cui traiettoria interessa allo stato anche l’Italia, è previsto al momento per il giorno di Pasqua, attorno alle 10,25 ora di Greenwich, le 11.25 in Italia. L’ultimo aggiornamento è stato fatto dagli esperti dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), nel corso di un incontro tra il Dipartimento della Protezione Civile e i rappresentanti dei media con l’obiettivo di fornire tutte le informazioni disponibili ai cittadini e mettere a punto le modalità di diffusione dei successivi aggiornamenti.

“Abbiamo finestre temporali molto limitate e dunque – ha sottolineato il capo della protezione Civile Angelo Borrelli – se le ultime analisi confermeranno la possibilità che frammenti del satellite possano interessare il nostro paese, abbiamo l’esigenza di dare un’informazione più chiara possibile alla cittadinanza. I media avranno dunque un ruolo fondamentale per diffondere le informazioni”.

Solo poco prima dell’impatto si saprà di più

Continuerà naturalmente a scendere e “soltanto tre giorni prima si potrà stabilire il giorno dell’impatto nell’atmosfera”, ha detto Perozzi. “Sono moltissime le incertezze da considerare – ha aggiunto – perché queste dipendono non solo dall’assetto, ma dalle condizioni dell’atmosfera”.

Una probabilità su 300.000

È quasi 100 volte più probabile vincere alla Lotteria Italia che veder cadere sulle nostre teste la stazione spaziale cinese Tiangong-1. A calcolare le probabilità è il Centro di eccellenza in Telerilevamento e Modellistica previsionale di eventi severi (Cetemps) dell’Aquila, che ieri, sul suo sito, ha aperto con l’ immagine della mappa dell’Agenzia spaziale europea dove, con il colore verde, viene evidenziata la fascia del Pianeta dove si presume possa cadere la stazione spaziale cinese, che si trova in rientro incontrollato. Il Cetemps invita a non fare allarmismi.

Cadrà sulle nostre teste?

E risponde “alla domanda che tutti si stanno facendo: qual è il rischio che cada proprio sulle nostre teste?”. “La superficie dell’Italia è di 300.000 km2. La superficie del Pianeta considerata a rischio è di 160.000.000 km2. Quindi l’Italia rappresenta lo 0.18% della superficie in questa fascia. Se la percentuale in questa banda è tale, significa – afferma il Cetemps – che c’è una possibilità su 300.000 che la stazione spaziale cinese cada sul nostro territorio. Considerando una densità di circa 200 persone per km2, questa probabilità scende a circa una possibilità su 1.000.000.000. Per capirci, la probabilità che vinciate la prossima Lotteria Nazionale – dice il Cetemps – è 1 su 10.000.000. Quasi 100 volte più probabile, e lo sapete – concludono gli esperti del Cetemps in un dialogo virtuale con l’utente – quanto sia probabile che ciò capiti a voi”.

L’annuncio del 22 marzo

Il rientro incontrollato della stazione spaziale cinese Tiangong 1 nell’atmosfera “potrebbe interessare il territorio nazionale” e l’eventuale caduta di frammenti potrebbe avvenire nei giorni di Pasqua, “tra il 28 marzo e il 4 aprile” e riguardare “le Regioni a Sud dell’Emilia-Romagna”.

È quanto si legge in una circolare diffusa ieri dalla Protezione civile a tutti i ministeri e alle Regioni.

Nelle 36 ore prima del rientro se ne saprà si più

“La finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro”, si legge nel documento, che sottolinea come l’organizzazione e l’interpretazione dei dati sia compito dell’Agenzia Spaziale Italia, che “curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali”.

Intanto la Protezione civile rende noto che è stato istituito il tavolo tecnico di lavoro, previsto in circostanze del genere, al quale partecipano, insieme all’Asi, il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, i ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra, la commissione speciale di Protezione civile.

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