Russia: troppi alcolici fai fa te? Putin taglia il prezzo della vodka

Gli alcolici fatti in casa sono dannosi per salute e allora si tagli il prezzo minimo della vodka. La decisione viene direttamente dal Cremlino per volere del suo dominus, Vladimir Putin, che a fine 2014 aveva denunciato un incremento del 13 per cento dell’autoproduzione di bevande ad elevato tasso alcolico e della sua diffusione illegale, che danneggia il mercato ufficiale.

“Decisione di Stato per la sua importanza”

La mannaia sul costo del più celebre dei distillati provenienti dall’Europa orientale è consistente, il 15,9 per cento, e il ricorso a questo provvedimento è stato definito come una decisione “di Stato per la sua importanza”, scrive l’agenzia Adnkronos riprendendo il quotidiano economico Vedomosti. Perché? Perché “i tentativi dei vertici di influenzare il mercato e il consumo di alcol hanno portato più volte a cambiamenti politici”. Che, detto in altre parole, si traduce in impopolarità, se si ritocca verso l’alto il prezzo dell’alcol.

Putin: “Da non ripetere gli errori di Gorbaciov”

Così, in barba alla tutela della salute dei consumatori, ma a tutto vantaggio dei consensi pro Putin soprattutto in periodo di profonda crisi economica, ecco l’incentivo alle vendite di vodka, con il passaggio da 220 a 185 rubli ogni mezzo litro. L’opposto di quanto fece Mikhail Gorbaciov nella seconda metà degli anni Ottanta pagandola in termini di consensi. E infatti puntualizza la testata Vedomosti: “Putin non ha intenzione di ripetere l’errore del suo predecessore”.

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