Manovra: ok del Senato, il testo da martedì alla Camera

Via libera finale del Senato alla manovra, con 136 sì e 30 no, dopo l’ok anche alla nota di variazioni al bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. Il testo ora passa in seconda lettura alla Camera.

L’iter a Montecitorio dovrebbe essere avviato in commissione Bilancio martedì 5 dicembre, per concludersi in tempo per portare il provvedimento in Aula il 19 dicembre.

 

La fiducia posta dalla Finocchiaro il 30 novembre

Il governo ha posto la questione di fiducia sul maxi-emendamento alla manovra così come approvato dalla commissione con “alcune correzioni e integrazioni di carattere tecnico e istituzionali”: lo ha detto in Aula la ministra dei Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro (nella foto di apertura).

Il testo votato a Palazzo Madama dovrebbe esssre lo stesso approvato alla Camera, ma con “alcune correzioni e integrazioni di carattere tecnico e istituzionale”.
La prima chiama alle 18
La prima chiama per il voto di fiducia in aula al Senato partirà alle 18. Al termine si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione al bilancio. L’assemblea di palazzo Madama procederà poi con le votazioni sulle tabelle del bilancio e il via libera finale al provvedimento. Il ddl bilancio, una volta incassato l’ok del Senato, passerà alla Camera per la seconda lettura.

Le notizie pubblicate il 29 novembre

Fondo per i risparmiatori delle banche venete e delle quattro banche in risoluzione che però dovranno comprovare il danno subito per accedere al ristoro. Bonus bebè per sempre ma in versione leggera (cioè tagliato della metà, vale a dire 40 euro al mese) a partire dal 2019. E soluzione definitiva per l’annosa vicenda degli gli operatori scolastici ex Lsu di Palermo. Sono alcune delle principali novità approvate nella maratona notturna dalla commissione bilancio del Senato, che ha concluso il lavoro sul testo dando mandato al relatore per l’Aula, convocata per questa mattina, mercoledì 29 novembre, a partire dalle 9.30.

La questione banche

La dotazione del fondo per le banche viene confermata di 50 milioni per il 2018-2019, ma vengono inseriti alcuni paletti, come appunto la necessità, per ottenere il ristoro che il “danno ingiusto” subito a causa delle dalle banche, sia “riconosciuto con sentenza passata in giudicato” o dall’arbitro. Arriva poi un concorso ad hoc per stabilizzare i collaboratori scolastici di Palermo, che nel frattempo saranno prorogati fino ad agosto 2019.

Le questioni ambientali

Numerose le modifiche apportate nel rush finale, dalle nuove regole ambientali per i poligoni di tiro militari all’arrivo di un commissario straordinario per completare i preparativi per le Universiadi del 2019 ospitate da Napoli. Approvata anche la nascita, osteggiata dagli ambientalisti, del parco unico del Delta del Po e la nascita di alcune nuove riserve marine.

Italiani all’estero

Tra le “micro-misure” hanno trovato posto anche il rifinanziamento, per 4 milioni, in favore degli italiani all’estero così come un fondo ad hoc per la manutenzione di immobili pubblici in uso agli organismi internazionali. Via libera anche a un altro fondo, da 1 milione l’anno, per gli archivi storici di partiti politici e sindacati.

Versione leggera del Milleproroghe

Nella manovra ha trovato spazio anche il Milleproroghe, in versione “light”. Tra le misure previste, oltre al divieto di incroci tv-giornali, un pacchetto eterogeneo che va dal rinvio per un anno dei risarcimenti danni a causa di trasfusioni e vaccini al congelamento degli affitti per le amministrazioni pubbliche e per le autorità indipendenti passando per la proroga sempre di un anno, fino al 31 gennaio 2019, della possibilità per gli 007 di effettuare colloqui personali con soggetti detenuti o internati per prevenire reati terroristici.

Precari dei servizi sanitari regionali

Salvati anche i precari dell’Inapp, mentre l’Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali, potrà bandire concorsi per 100 assunzioni tra 2018 e 2019.

Il “Bonus bebé” per sempre? Intanto i soldi diminuiscono, le notizie del 28 novembre 2017

Il Bonus bebè ci sarà per sempre, ma l’assegno per i nuovi nati sarà più leggero. Secondo quanto prevede l’ultima versione dell’emendamento alla manovra su cui manca però ancora il via libera definitivo, il Bonus varrà per il primo anno di età del bambino o per il primo dopo l’adozione (e non più per tre anni).

Nel 2018 80 euro al mese

Per il 2018 saranno corrisposti alle famiglie 80 euro al mese, fino a 960 euro nel caso di nati a gennaio, mentre dal 2019 in poi l’assegno sarà di 40 euro al mese, per un massimo di 480 euro l’anno. Resta la soglia Isee per accedere al beneficio, pari a 25.000 euro.

Ma questa norme non è anxìcora legge, anche se – con la crisi delle nascite che c’è in Italia negli ultimi anni – sembra una misura da valorizzare.

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