Travolge due ragazzi su un marciapiede, muore un diciannovenne, ma è libero

Un automobilista di 19 anni, alla guida di una utilitaria, risultato positivo all’alcoltest – ma con valori solo leggermente più alti – ha travolto la notte scorsa a Brindisi due giovanissimi che si trovavano sul marciapiede: un diciannovenne, Andrea De Nigris, è morto, mentre una ragazza di 16 anni è ricoverata all’ospedale Perrino per una frattura ad una gamba Ne avrà per 30 giorni. L’investitore, invece, anche lui 19 anni, è stato denunciato a piede libero.

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Giovanissimo anche il conducente della vettura, una Suzuki Space, P.F. 19 anni. Secondo le ricostruzioni degli uomini della Stradale intervenuti sul posto, avrebbe perso il controllo dell’auto travolgendo i due ragazzi. Andrea De Nigris (nella foto) avrebbe compiuto 19 anni fra un mese, il 30 novembre.

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L’incidente si è verificato attorno alle 3 della notte scorsa in via Vespucci (nella foto una macchia di sangue ancora visibile stamattina). A quanto ricostruito dalla Polstrada, il conducente ha perso il controllo della vettura travolgendo i due ragazzi.

Trenta giorni di prognosi per la ragazza

on è in pericolo di vita: è ricoverata in ospedale per una frattura ad una gamba. I medici l’hanno giudicata guaribile in 30 giorni.

Sarà invece denunciato in stato di libertà il conducente dell’utilitaria, un 19enne, anch’egli soccorso dai sanitari del 118 e poi dimesso dall’ospedale con prognosi di 10 giorni. Il giovane automobilista è risultato positivo all’alcoltest con valori che sembrerebbero leggermente al di sopra del limite previsto dalla legge.

 

Sequestata l’auto investitrice

La vettura è stata sottoposta a sequestro dai poliziotti della stradale che hanno eseguito i rilievi e che hanno informato il pm di turno. Stando alle ricostruzioni fornite dagli investigatori, i due giovani a piedi stavano passeggiando nei pressi della Lega Navale di Brindisi.

Si tratta di una zona frequentata dai ragazzini anche per la presenza di alcuni camioncini che vendono fast food. La strada, un rettilineo che termina con un curvone, costeggia il porto interno dal versante di ponente e conduce al quartiere ‘Casale’, dove risiede la famiglia del diciannovenne che ha perso la vita in un modo assurdo.

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