La psicologa/ La aiuto nei compiti oppure no?

Cara Cristina, mia figlia ha appena iniziato la scuola superiore. Come posso aiutarla nello studio considerando la sua esigenza di sentirsi autonoma, tenuto anche conto del difficile periodo di adolescenza che sta passando?

Daniela Pesci (Torino)

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Gentile Daniela,
per i ragazzi, i compiti scolastici costituiscono uno stimolo per consolidare le competenze acquisite in aula; ma anche un modo per sperimentare un percorso di autonomia, soprattutto in adolescenza.

Per questo motivo, i genitori devono affiancarsi ai figli nello studio, senza però mai sostituirsi a loro; spiegare loro l’importanza dello svolgimento dei compiti e spingerli a sperimentarsi in autonomia. Per fare ciò è sufficiente che restino nelle loro vicinanze, dimostrandosi disponibili a offrire il necessario supporto qualora i figli necessitano di aiuto.
I genitori devono insegnare loro a ragionare con la propria testa e a correggere in autonomia i propri errori scolastici; sempre con un atteggiamento incoraggiante e fiducioso.

Non faccia lei i compiti…

Le consiglio quindi di non sostituirsi a sua figlia nello svolgimento dei compiti. La aiuti piuttosto a trovare da sola le soluzioni ai problemi, gratificandola quando vi riesce, senza criticarne gli errori. Questo atteggiamento instillerà nella ragazza fiducia e motivazione, ovvero i motori di ogni successo.
Faccia in modo che sua figlia possa studiare con i compagni: l’apprendimento comunitario è infatti molto utile in quanto permette ai ragazzi di confrontarsi con i coetanei. Va però monitorato che questi momenti non diventino solo un’occasione di confusione.

 

Se sbaglia una verifica non è un dramma

Si ricordi che non è un dramma se la ragazza sbaglia una verifica o un’interrogazione; anzi, è normale che ciò avvenga se non si è compreso qualche concetto.

Proprio per questo, eventuali errori degli alunni servono a far capire agli insegnanti cosa non sia stato introiettato. E a farli regolare di conseguenza.
Un ulteriore consiglio, ultimo ma non per importanza: non si sostituisca all’insegnante.

 

Non criticate l’insegnante davanti a lei

È necessario non confondere i ruoli: voi siete i genitori con le responsabilità del caso: lasciate ai professori le loro.

Non criticate il loro operato davanti a sua figlia, altrimenti questo perderà di valore anche ai suoi occhi. E la conseguenza sarà un minore impegno scolastico. Se ritenete che ci sia qualche problema con l’insegnante, confrontatevi con lui/lei direttamente e in separata sede, in un clima di comprensione reciproca.
In bocca al lupo a sua figlia per la nuova avventura delle scuole superiori!

 

* La dottoressa Cristina Pavia (nella foto accanto alla risposta) è  psicologa presso il proprio studio in Bologna e counselor nelle scuole secondarie di primo grado
Il suo sito internet è cristinapavia.net.

Per un approfondimento sul tema dei compiti potete consultare anche cristinapavia.net/consulenza-online/come-aiutare-i-figli-nei-compiti-2/

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