“Ti uccido e mi suicido”: la moglie con la Sla dà l’allarme scrivendo con gli occhi

Lei, Tatiana, scrive con gli occhi perché la Sla le ha tolto anche l’uso delle mani. Il messaggio lo manda al fratello ed è di quelli che fanno scattare subito l’allarme: “Fabrizio minaccia il suicidio, vuole uccidere anche me”. Fabrizio, 34 anni, è suo marito e, bloccato dai carabinieri dopo essersi barricato in casa, è stato processato per direttissima e gli è stato imposto il divieto di avvicinarsi a lei, che intanto è stata accolta nella casa del cognato.

Una vita insieme: 10 anni di fidanzamento e 3 di matrimonio

È un dramma che si nutre di solitudine, disoccupazione e malattia, quello che si è consumato (e che poteva avere conseguenze ancora peggiori) a Villaretto, in Val Chisone, provincia di Torino. “Sono andato fuori di testa per lo stress”, ha detto Fabrizio davanti al giudice. “A Tatiana non ho mai fatto del male e mai ne avrei fatto. Sono stato lasciato solo con lei e mi sembrava di non farcela più”. L’uomo, rimasto senza lavoro, si era convinto di non essere più in grado di occuparsi della moglie, sposata 3 anni fa dopo 10 di fidanzamento.

L’avvocato: “Sentiva il fuoco dell’impotenza”

In paese nessuno lo descrive come un violento, di certo non con la moglie. “Io mi rovinerei la vita per lei”, è la frase che i conoscenti, contattati dal Corriere della Sera, gli attribuiscono. A casa c’era rimasto a causa della crisi e quando si presentava qualche lavoretto non si tirava mai indietro, come ha fatto anche qualche giorno fa per dare una sistemata alla piazzola di un bar. Poi però l’esplosione interiore che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia familiare. “Sentiva il fuoco dell’impotenza”, afferma il suo legale, l’avvocato Cristian Bosello. “Vedeva nero perché non aveva un lavoro, non aveva soldi e non aveva aiuti e anche con la famiglia di Tatiana non era un idillio”.

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