Salute: un milione di pazienti si sposta per curarsi, Lombardia ed Emilia in testa

Sono quasi un milione i “migranti” della salute, pazienti che hanno deciso di partire per curarsi in una regione diversa dalla propria. Spostano “4,63 miliardi di euro, un fiume di denaro ancora poco trasparente”. Lo afferma la Fondazione Gimbe nel report sulla mobilità sanitaria, evidenziando come “dibattito politico e scena mediatica dedicano scarsa attenzione a questo fenomeno, che ha enormi implicazioni etiche, sociali ed economiche”.

Le Regioni più gettonate

Nel 2017 il valore della mobilità sanitaria ammonta a 4.635,4 milioni, cifra che include anche i conguagli relativi al 2014 (218,9 milioni) e al 2016 (296,3 milioni), non ancora definitivamente approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Le Regioni con maggiori capacità attrattive sono Lombardia (25,2%) ed Emilia Romagna (13,3%), che insieme ricevono oltre un terzo della mobilità attiva; un ulteriore 27% viene attratto da Veneto (8,7%), Toscana (7,8%), Lazio (7,7%) e Piemonte (4,5%).

Il Nord spadroneggia

Il rimanente 33% della mobilità attiva si distribuisce nelle rimanenti 15 Regioni, oltre all’ospedale Bambino Gesù (195,4 milioni) e all’Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta (43,7 milioni). In generale, spiega Gimbe, esiste una forte capacità attrattiva delle grandi Regioni del Nord, a cui fa da contraltare quella estremamente limitata delle Regioni del Centro-Sud, con la sola eccezione del Lazio.

Da dove si fugge

Le Regioni con maggiore indice di fuga dei propri residenti sono Lazio (13,9%) e Campania (10,1%) che insieme contribuiscono a quasi il 25% della mobilità passiva; un ulteriore 29% riguarda Lombardia (7,7%), Calabria (7,5%), Puglia (7,4%), Sicilia (6,5%) e il 46,8% si distribuisce nelle rimanenti 15 Regioni.

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