Concorsone Rai: a Bastia Umbra si sono presentati “solo” in 2.800

Metà ha rinunciato al Concorsone Rai prima ancora di cominciare.

Sono stati circa 2.800, sui quasi 5.000 registrati inizialmente, i giornalisti professionisti che si sono presentati stamani al centro fieristico di Bastia Umbra al concorso per l’assunzione alla Rai (100 i posti disponibili in azienda).

Hanno un’età media di 40 anni e provengono da tutta Italia, in particolare da Lombardia e Lazio. La commissione ha consegnato fogli con domande a risposte multiple e penna. Tempo a disposizione 75 minuti. Il concorso si tiene nei grandi padiglioni nel centro Umbriafiere.

Domani si dovrebbero già conoscere i nomei dei primi esclusi. La percentale con gli ammessi alla Rai si è, comunque, decisamente abbassata nella giornata di oggi.

 

Da 4.982 a 100

Sono 4.982 i giornalisti che oggi, 1° luglio, si troveranno a Bastia Umbra, in provincia di Perugia, per affrontare la prima prova della selezione per titoli e prove bandita dalla Rai per giornalisti professionisti.

Soltanto 100 di quelli che avranno superato entro l’autunno le tre prove entreranno in una graduatoria a disposizione della tv di Stato “per far fronte – come recita il bando – a future esigenze, da utilizzare con contratti a tempo determinato, nell’ambito di tutto il territorio nazionale” e che avrà validità per tre anni dalla pubblicazione.

Le tre prove

La prima prova, quella che oggi inizierà alle 10,30, consiste in un test scritto a risposta multipla e verterà su tematiche attinenti la cultura generale e l’attualità e su nozioni di lingua inglese.

In particolare, ai concorrenti è richiesta una preparazione che riguarda l’ordinamento dello Stato, le norme sulla stampa e sul sistema radiotelevisivo, la tutela della privacy, il contratto nazionale di lavoro giornalistico e il giornalismo radiotelevisivo e crossmediale. L’impegno previsto è di circa 6 ore, comprese le attività identificazione dei candidati, consegna e ritiro dei materiali.

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La sera del 1° luglio già si conosceranno i primi 400 selezionati

La sera stessa del primo luglio o al massimo il giorno dopo si conosceranno i nomi dei 400 che avranno superato la prima selezione.

L’8 luglio a Saxa Rubra

Per questi l’appuntamento è, pochi giorni dopo, mercoledì 8 luglio a Saxa Rubra, sede del più importante centro di produzione Rai, dove sosterranno la seconda prova, più articolata e complessa.

Dovranno, infatti, scrivere e leggere un testo giornalistico destinato alla tv e uno per la radio su un argomento a scelta del candidato tra due opzioni su temi decisi dalla Commissione; trasformare quel testo in un tweet di 140 caratteri; improvvisare in video su un tema di attualità su un argomento a scelta del candidato tra due opzioni, con supporto di flusso di immagini; sostenere una prova pratica per verificare la capacità di utilizzo da parte dei candidati degli strumenti informatici utili all’elaborazione di contenuti audio e video; affrontare una prova di valutazione della capacità di utilizzo del web.

Infine, l’ultimo scoglio, la terza e ultima prova che consiste in un test e colloquio di valutazione della conoscenza della lingua inglese; test e colloquio conoscitivo e di orientamento, con valutazione anche del curriculum vitae; eventuale colloquio di valutazione della conoscenza di una lingua diversa dalla lingua inglese. La selezione, che sarà sospesa tra la prima metà di agosto e la prima metà di settembre, dovrebbe concludersi entro la fine di ottobre.

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Una commissione “importante”

Sarà Ferruccio De Bortoli, l’ex direttore del Corriere della Sera, a presiedere la commissione che giudicherà i candidati. Con lui, secondo quanto rivelato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, ci saranno Filippo Anastasi, Alessandro Casarin, Alberto Maccari, Fabrizio Maffei, Roberto Mastroianni e Daniela Tagliafico.

Le polemiche già sono divampate

Sono scoppiate nel giro di qualche ora. Due le questioni che hanno scatenato il malumore dei concorrenti: la convocazione a poco più di venti giorni dalla prima prova (le mail sono state ricevute l’8 giugno) e la scelta di svolgere la selezione a Bastia Umbra, da molti considerata una località difficile da raggiungere e con poca capacità ricettiva.

Una pagina, Concorso Rai per giornalisti: forum di discussione, e una comunità, ProtesteRai?, su Facebook sono gli spazi dove si stanno consumando in questi giorni ansie, malumori, proteste ed anche solidarietà tra colleghi.

Mentre alcuni si lamentano dello scarso preavviso o della difficoltà per raggiungere Bastia Umbra, altri mettono a disposizione passaggi in auto o cercano informazioni sui libri da studiare.

Un corso di preparazione il 27 giugno

Intanto, il Centro di documentazione giornalistica, ente formatore autorizzato dall’Ordine dei giornalisti, ha programmato un corso di preparazione al concorso che si è tenuto lo scorso 27 giugno.

Bastia Umbra e UmbriaFiere

Il comune finito al centro delle polemiche è sede di UmbriaFiere, dove appunto si svolgerà la prima prova. Il centro fieristico regionale è composto da tre padiglioni per una superficie di 13.600 metri quadrati e un centro congressi che può ospitare eventi per 500 posti. Molto probabile, quindi, che la prova si svolgerà nei tre padiglioni che per l’occasione saranno attrezzati per accogliere i giornalisti.

Su un noto sito di prenotazioni on line a oggi il 59% dei posti letto disponibili risulta prenotato e lampeggia l’avviso che la località in quel periodo è molto richiesta. Dunque, ancora poche camere, ma alcuni concorrenti hanno già prenotato nei dintorni. Il comune, infatti, dista soltanto 17 chilometri dal capoluogo umbro ed una decina da Assisi.

Odg contro viale Mazzini

Mentre sul web infuriavano le polemiche, l’esecutivo dell’Ordine nazionale dei giornalisti ha approvato l’11 giugno un documento che ha fatto infuriare i vertici di viale Mazzini.

“Il concorso della Rai – si legge nel documento – è una occasione mancata per recuperare quella credibilità che dovrebbe avere la prima azienda di informazione in Italia. La convocazione per la prima prova di 4.982 colleghi, con soli 20 giorni di preavviso e dopo 13 e più mesi di silenzio, testimonia un assoluto disprezzo per quanti coltivano il sogno di essere utili ai cittadini, attraverso l’informazione del servizio pubblico. La scelta di Bastia Umbra, determinata in base ad un bando che ha ignorato le più elementari esigenze per garantire l’accessibilità dei partecipanti, dimostra una mentalità proprietaria dei responsabili di una azienda che grazie ai suoi giornalisti interni ha, in tante occasioni, combattuto importanti battaglie a tutela dei diritti dei cittadini. Questi diritti vengono ora calpestati da decisioni irrispettose che determineranno una ‘decimazione’ dei 4.982 che hanno presentato la domanda di partecipazione. L’Odg chiede alla commissione di vigilanza e al governo, azionista Rai, di prendere una netta posizione, censurando questo modo di gestire un passaggio delicato per l’azienda. Il silenzio apparirà come condivisione di un comportamento spezzante nei confronti dei diritti di 4.982 giornalisti”.

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La secca replica della Rai

Non si è fatta attendere la risposta dalla Rai che ha affidato a una nota la replica esprimendo “tutta la sua più profonda sorpresa e non nasconde vera e propria indignazione” per il documento approvato dall’Ordine nazionale dei giornalisti in merito al concorso pubblico per la selezione e assunzione di 100 giornalisti.

“In un momento nel quale il settore dell’editoria si trova in crisi gravissima, con licenziamenti e massicce riduzioni di personale – sostiene la tv pubblica -, la Rai, con uno sforzo non scontato in termini economici ed organizzativi, si appresta a fare una selezione trasparente e a livello nazionale per procedere, nei prossimi anni, a 100 assunzioni di giornalisti professionisti, indicendo un’iniziativa che non ha precedenti negli ultimi 20 anni e con una commissione composta da personalità di indiscusso livello professionale ed etico”.

“Ci si aspetterebbe che l’Ordine Professionale apprezzasse l’iniziativa e sostenesse la Rai in questa difficile e complessa operazione – prosegue l’azienda -, schierandosi senza possibilità di equivoco al suo fianco, e invece succede il contrario: un attacco gratuito, incomprensibile e ai limiti dell’autolesionismo, basato su argomenti risibili, perdendo completamente di vista il senso profondo dell’iniziativa e le sue ricadute occupazionali sulla categoria che l’Ordine dovrebbe difendere e che, invece, con questo atteggiamento inspiegabile secondo logiche di semplice buon senso, rischia seriamente di danneggiare”.

“Quanto al luogo dell’esame – sostiene ancora la Rai -, come l’Ordine dei giornalisti sa benissimo, è stato selezionato al termine di una gara pubblica, riguardo alla quale la Rai si è posta il problema dell’accessibilità, ricercando un luogo geograficamente baricentrico e sufficientemente ricettivo. Bastia Umbra è indubitabilmente posta nel centro del Paese e le strutture ricettive dei dintorni offrono oltre 20 mila posti letto in ogni classe alberghiera”.

“In realtà – si legge ancora – è proprio l’Ordine dei Giornalisti ad aver perso una straordinaria occasione: quella di far proprio, almeno in parte, il merito dell’iniziativa della Rai, visto che se la selezione è stata diretta a tutti i giornalisti professionisti, senza alcun limite e condizione, è stato proprio in seguito ad una specifica richiesta in tal senso avanzata dall’Ordine Professionale. Davvero un comportamento inspiegabile”.

Un po’ di dati su viale Mazzini: l’ultimo concorso 7 anni fa

L’ultimo concorso giornalistico bandito dalla tv di Stato risale al 2008, quando la Rai e l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, firmarono un accordo per la selezione di giornalisti da utilizzare nelle redazioni regionali in occasione del lancio del nuovo progetto editoriale “Buongiorno Regione”.

Secondo i dati Inpgi 2013, gli ultimi disponibili dall’Istituto di previdenza dei giornalisti, in Rai lavorano 1.851 giornalisti professionisti, di cui 781 donne e 1070 uomini. Nel maggio 2016 scade la concessione governativa del servizio pubblico che dovrà essere rinnovata. Al momento c’è una proposta del governo Renzi, ma il cammino è ancora lungo.

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