Bilancio Coop: l’insegna “tiene”, ora cambiamenti organizzativi

C’è la crisi, ma Coop “tiene”. Dopo 7 anni ininterrotti di crisi dei consumi i Bilanci 2014 delle imprese del sistema cooperativo confermano la leadership nazionale dei punti vendita dell’insegna della Gdo e la quota di mercato (19%), il fatturato (12 miliardi e 421.000 euro), il mantenimento dei livelli occupazionali e l’ incremento dei soci (sfiorano gli 8 milioni e mezzo, in aumento del 3,1% rispetto al 2013).  Si irrobustisce il patrimonio netto aggregato delle principali 9 cooperative di ulteriori 30 milioni, e migliora significativamente il livello di liquidità della struttura dell’attivo.

 

È a marchio il 26% del venduto

Buone notizie anche dal prodotto a marchio Coop, che nel totale largo consumo confezionato ha superato quota 26% (in crescita di un punto rispetto al 2013).

 

Le nuove sfide

Il futuro però presenta, si legge nella nota stampa, oltre alle difficoltà ereditate dal recente passato, nuove sfide che già si manifestano nei primi mesi del 2015; riduzione dei consumi delle famiglie, nuovi stili alimentari, diffusione delle tecnologie che tutto il comparto della distribuzione dovrà affrontare.

 

Rivedere i costi

“Per assicurare scelte di convenienza verso i consumatori e per evitare effetti negativi derivanti dal calo dei consumi e dalla ristrutturazione dei formati, occorrerà affrontare anche il tema dell’efficienza e del differenziale dei costi contrattuali del lavoro tra i diversi operatori”. Nella sua Assemblea annuale Coop ha quindi deciso di avviare un impegnativo programma di cambiamento organizzativo “per meglio sostenere la sua strategia competitiva di un  ‘cibo buono, sicuro e accessibile per tutti’. ” “In questo scenario complesso Coop  continuerà a operare per la convenienza verso i consumatori potenziando le iniziative già avviate nel 2014 (“Prezzi bassi sempre” e “Scegli tu”), mantenendo intatto l’impegno sulla qualità e sicurezza, sostenendo le produzioni del territorio.

 

Preoccupazione per il futuro

“Continuiamo a svolgere la funzione di presidio di convenienza e qualità per i soci e consumatori del nostro Paese –spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia- benché i timidi segnali di  ripresa dei consumi si siano indirizzati fino a questo momento più verso i beni durevoli e i servizi che verso l’alimentare. E questa tendenza se confermata nel corso del 2015 non può che generare  preoccupazione sul futuro. Non ci sottraiamo ovviamente all’impegno e rispondiamo alla sfida sulla competitività anche con la ricerca di sinergie con altri operatori a noi affini sul piano internazionale convinti che sia quello lo scenario nel quale sempre più  dobbiamo muoverci. In questo contesto viaggia l’esperienza di innovazione che stiamo realizzando in Expo dove testiamo anche applicazioni diverse e nuove di proposta commerciale”.

 

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