Conti correnti: non ci sono più segreti per il fisco (e non è uno scherzo)

Conti correnti, movimenti bancari, cassette di sicurezza (con tanto di elenco degli accessi) e possesso di oro e metalli preziosi nella lente del fisco. Da giovedì 31 marzo, l’Anagrafe dei rapporti finanziari partirà con la lotta all’evasione fiscale andando a fondo delle posizioni bancarie dei cittadini italiani, dei quali saranno passati al setaccio saldi, bonifici, assegni, carte di credito e movimentazioni in contanti.

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I dati riguarderanno il 2015

È il grande fratello dell’Agenzia delle entrate che sarà nutrito dalle banche, dalle poste e dagli operatori finanziari che già dal 2012 avevano l’obbligo di trasmettere i saldi di fine anno. Con la legge di stabilità 2016, tuttavia, i dati trasmessi all’agenzia saranno molti di più e riguarderanno il 2015. Quei contribuenti che poi, a causa di ciò, finiranno sotto indagine, saranno avvertiti e sarà un giudice tributario a esprimersi nel caso di contenziosi.

È un’analisi del rischio di evasione

Dal canto suo, l’Agenzia delle entrate userà i dati per “analisi del rischio di evasione” che, secondo il garante per la privacy Antonello Soro, “impedisce di fatto un controllo generalizzato e diffuso di tutti i contribuenti”. Le informazioni saranno conservate per 6 anni e tra i loro utilizzi c’è anche la verifica della correttezza del nuovo Isee, l’indicatore sintetico della ricchezza familiare usato per accedere a specifiche prestazioni, come asili nido, borse di studio e sussidi alle famiglie.

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